di Marco Brunacci
PERUGIA – I numeri di Agenas sono chiarissimi e sono numeri non sondaggi o fastidiose (per i manovratori) considerazioni di Umbria 7. I numeri vanno enunciati e poi letti con cura.
L’enunciazione: Agenas, l’Agenzia che ha il compito di monitorare la sanità nazionale, afferma che l’Umbria è 19esima tra le 21 regioni italiane.
Spieghiamo: i cittadini umbri sono i più penalizzati di tutti quando vanno allo sportello del Cup e chiedono una visita specialistica o un esame diagnostico.
Spieghiamo meglio: i cittadini dell’Umbria sono i peggio trattati di tutto il contesto nazionale. Meglio il Nord ma anche la Calabria.
I numeri dicono che nelle visite specialistiche a fronte di un 90 e passa del Veneto, siamo ad un 62, ultimi in classifica, per le visite specialistiche. Stessa storia per gli accertamenti diagnostici.
I dati sono riferiti al primo semestre 2026 rispetto al primo semestre 2025.
Qui non c’entrano nulla destra o sinistra. Chi ha votato la sinistra perché andava male la sanità, con l’assessore veneto che stava sullo stomaco, è una persona che ha condotto se stesso e gli altri cittadini umbri al peggior trattamento sanitario possibile in Italia.
Ma vuoi mettere avere battuto la destra? Sai che soddisfazione. E qui sta il punto: destra e sinistra sulla sanità hanno gli stessi problemi perchè il tema è complicatissimo e tanto difficile da affrontare.
Ma se tu (Proietti) vinci le elezioni gridando dal megafono sotto gli ospedali umbri contro la Tesei, dicendo che farai miracoli, vuol dire che dovresti dimetterti dopo 19 mesi di insuccessi.
Vuol dire che l’acquisto che doveva risolvere i problemi dell’Umbria, Daniela Donetti, potrebbe almeno lasciare.
Tranquilli: non succederà.
Se c’è una costante nella politica italiana è che molto difficilmente trovare chi
si assume la responsabilità di alcunché. Altro che destra o sinistra. Questa è una costante.
E’ importante a questo punto sottolineare, insieme al disastro nella gestione Proietti-Donetti della sanità (sì, di disastro si può parlare per altri numeri che porteremo all’attenzione dei nostri lettori domani), che il dato che potrebbe essere letto in maniera positiva è solo un’aggiunta alla lista dei meno.
Rispetto alla gestione Proietti-Donetti del primo semestre 2025 c’è stato un miglioramento del 7%. Questo risultato è stato ottenuto grazie al denaro investito nella sanità privata.
La Proietti, che ha vinto elezioni con una lista per la sanità solo pubblica, è quindi riuscita a migliorare in virtù di privati.
Il miglioramento è in realtà molto limitato e i soldi spesi finora non potranno essere aumentati, anche perchè il secondo segreto di questo “miglioramento” sta all’interessamento del Governo di destra di Giorgia Meloni e del suo ministro Schillaci, che sta conducendo una battaglia contro le liste d’attesa.
Quindi, quando un uomo di sinistra senza se e senza ma, come Massimiliano Presciutti, amministratore corretto e razionale, dice realisticamente che per rimettere in sesto l’Umbria della sanità bisogna fare le riforme vere, inziando col riconvertire gli ospedali che non possono essere mantenuti, non fa un discorso di destra o di sinistra, ma dice quella cosa così tanto scomoda che si chiama verità e che alla politica tutta propaganda, chiacchiere e favoretti del campo largo non piace.
E’ quella verità con la quale il centrosinistra storico dell’Umbria ha fatto i conti, cercando soluzioni, provando ad aggiustare, sistemare, migliorare sul serio, ma mai a ignorare, come invece succede adesso.
Nel campo largo (da un tecnico ex Pd come Preiti, oggi con Renzi, a un sindacato come la Uil) dice che serve un assessore regionale dedicato alla sanità. Almeno questo si potrebbe fare. Magari potrebbe perfino tornare utile.


