SPOLETO (Perugia) – È affidato alla Filarmonica del Teatro Regio di Torino, diretta da Gianandrea Noseda, il concerto conclusivo della 69esima edizione del Festival dei Due Mondi. Un programma che diventa un vero e proprio ponte culturale tra Europa e Stati Uniti, nel segno dell’eredità di Gian Carlo Menotti e della vocazione internazionale che da sempre caratterizza la manifestazione spoletina.
La serata si apre con l’Ouverture di Amelia al ballo, la prima opera composta da Menotti in America, prosegue con le Danze sinfoniche tratte da West Side Story di Leonard Bernstein e si conclude con la Sinfonia n. 9 Dal Nuovo Mondo di Antonín Dvořák. Tre opere accomunate dall’incontro tra tradizioni musicali europee e influenze americane, tema che Noseda richiama anche nelle note di sala, sottolineando come la musica possa essere strumento di dialogo, contaminazione e comprensione reciproca.
Nel suo intervento, il maestro evidenzia come Menotti, Bernstein e Dvořák abbiano trasformato esperienze e culture differenti in linguaggi universali, offrendo una lettura del concerto come simbolo di apertura e di confronto tra mondi diversi.
A salutare il pubblico è anche il direttore artistico Daniele Cipriani, alla sua prima edizione alla guida del Festival. Nel messaggio pubblicato sul programma di sala ringrazia spettatori, artisti e collaboratori per aver contribuito al successo della manifestazione, ricordando come il tema di quest’anno, “Radici”, abbia rappresentato uno sguardo al passato non nostalgico, ma capace di generare futuro.
Cipriani rivolge inoltre un pensiero alla città di Spoleto, con la quale ha ricordato di avere un legame che risale ai primi anni Duemila, e conclude dando appuntamento alla prossima edizione, quella del settantesimo anniversario del Festival, in programma dal 25 giugno all’11 luglio 2027. Il tema scelto sarà “Visioni”, un invito – scrive il direttore artistico – a guardare avanti senza perdere il filo della storia che unisce culture, artisti e pubblico.
Nel programma trova spazio anche il Premio Carla Fendi STEAM 2026, assegnato al The Watermill Center, il laboratorio fondato da Robert Wilson, con un contributo destinato a sostenere le attività del centro dedicato all’incontro tra arti, scienza e innovazione.
Con il concerto finale si chiude così un’edizione che ha confermato la vocazione internazionale del Festival dei Due Mondi, rilanciando il ruolo di Spoleto come luogo privilegiato di incontro tra linguaggi artistici, tradizioni e nuove visioni culturali.









