Il silenzio alla Casa della Comunità ha fatto rumore scatenando le reazioni delle opposizioni
AU. PROV.
TERNI – I rapporti inesistenti e il silenzio assordante tra Stefania Proietti e Stefano Bandecchi, infiammano una città di per sé già caldissima. Anche perché Stefano Bandecchi, appena uscito dalla Casa della Comunità di viale Trieste, spara uno dei suoi comunicati d’attacco. Definisce inadeguata l’operazione della nuova Casa della Comunità che riunisce il centro di salute Ferriera e l’ex guardia medica di viale Trento: una struttura per Bandecchi insufficiente anche per quanto riguarda gli spazi. Il sindaco prende di petto senza mezzi termini Stefania Proietti: «Sbagliato aver accorpato due presidi ancora più sbagliato il luogo.
Non sono state fatte tutte le procedure adeguate con l’Ordine dei medici e con i medici in servizio, così mi hanno riferito i sanitari stessi e molti sono totalmente in disappunto.
Trovo ancora più sgradevole l’atteggiamento della presidente della Regione che, essendo venuta metaforicamente nei miei appartamenti, cioè nella città di Terni, quando mi ha incontrato non ha avuto nemmeno il buon gusto di rispondere al mio saluto e di darmi la mano. Questo è il motivo per il quale non ho finito il giro di visita e ad un certo punto ho risalutato la presidente che solo tardivamente mi ha dato la mano. Credo quindi che i rapporti istituzionali tra la giunta regionale e il Comune siano oggi realmente alla frutta, d’altronde noi per andare avanti in tutti i nostri progetti sanitari possiamo e potremmo solo continuare ad accedere alle sedi competenti che purtroppo non sono più quelle politiche, ma solo quelle dei tribunali regionali».
Lo scontro istituzionale (e personale) accende le reazioni dell’opposizione. Fratelli d’Italia parla di sconfitta della città. «Ci sono immagini che valgono più di mille parole. Quelle della visita di presidente e dindaco alla Casa della Comunità – tuonano Roberto Pastura, Alberto Rini, Maurizio Cecconelli ed Elronora Pace – non raccontano un incontro istituzionale bensì il gelo. Raccontano due delle più alte cariche istituzionali dell’Umbria incapaci perfino di trasmettere ai cittadini l’idea di una collaborazione nell’interesse comune. Ancora una volta l’impressione è quella di una Terni ostaggio degli annunci prima e delle contrapposizioni poi».
«Stefano Bandecchi aveva promesso che avrebbe riportato Terni al centro della Regione rompendo gli equilibri che per anni avevano penalizzato il nostro territorio. Stefania Proietti aveva promesso di essere la presidente di tutti gli umbri costruendo il proprio consenso sull’ascolto, sul dialogo e sulla capacità di unire. Oggi entrambe quelle promesse sembrano scontrarsi con una realtà ben diversa e ci sono responsabilità politiche che non posso più essere ignorate».
«Il cosiddetto campo largo – attacca Fratelli d’Italia – si è presentato come la coalizione del dialogo e della buona amministrazione. Se questo è il dialogo che riesce a costruire con la seconda città dell’Umbria, allora qualcuno dovrebbe interrogarsi seriamente sul significato di quelle promesse.
Una città già segnata da crisi industriali, difficoltà economiche e spopolamento non può permettersi il lusso di istituzioni che si guardano con diffidenza. Il gelo tra due istituzioni è un lusso che Terni non può più permettersi e mentre qualcuno continua a misurare le distanze, c’è una città che continua ad aspettare risposte».


