Gnagnarini (Italia viva) alla Regione: «Dove finiscono gli 80 milioni di tasse in più?»

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PERUGIA – “Ottanta milioni di euro in più l’anno di tasse regionali. A pagarli sono solo un terzo degli umbri che però hanno il diritto di sapere come vengono spesi. Italia Viva Umbria ha avviato un’analisi indipendente dei bilanci della Regione per rispondere a una domanda molto semplice: dove finiscono gli oltre 80 milioni di euro annui di maggiore pressione fiscale richiesti ai quei cittadini umbri?”: inizia così una nota di Massimo Gnagnarini, leader umbro di Iv.
E ancora: “Per farlo non utilizziamo opinioni, ma esclusivamente i documenti ufficiali della Regione. Abbiamo iniziato confrontando gli impegni della spesa corrente del Rendiconto 2024 con gli stanziamenti definitivi della spesa corrente del Bilancio 2026, aggiornato con l’assestamento. Perché analizziamo la spesa corrente? Perché è lì che si misurano le vere scelte di un’Amministrazione. La spesa corrente finanzia ogni giorno la sanità, i trasporti, il sociale, la cultura, l’agricoltura, l’ambiente, il personale e tutti i servizi resi ai cittadini”.
Prosegue Gnagnarini: “Non abbiamo preso in considerazione gli investimenti, il rimborso dei mutui, le partite di giro o altre voci tecniche che, pur importanti, non rappresentano direttamente le priorità politiche della Regione. Se una Giunta aumenta le tasse per migliorare i servizi, questo dovrebbe emergere innanzitutto dalla spesa corrente. Le prime evidenze: l’analisi è ancora in corso e sarà completata con il Rendiconto 2025. Tuttavia emerge già un primo dato. A fronte di un consistente aumento della pressione fiscale regionale, non si riscontra ancora una spiegazione puntuale e facilmente verificabile su come le nuove risorse tributarie vengano distribuite tra le diverse politiche regionali”.
Aggiunge il segretario umbro dei renziani: “La documentazione dell’assestamento spiega correttamente le variazioni tecniche del bilancio, gli adeguamenti del Fondo sanitario regionale, i trasferimenti del Fondo sanitario nazionale e gli effetti sugli equilibri finanziari. Quello che però non emerge con altrettanta chiarezza è una rappresentazione complessiva dell’utilizzo delle maggiori entrate fiscali. In altre parole, il cittadino che oggi paga di più attraverso addizionale IRPEF e le aziende con l’IRAP non trova nei documenti di bilancio una lettura immediata che gli consenta di capire: quanti euro in più vengono destinati alla sanità; quanti ai trasporti; quanti alle politiche sociali; quanti allo sviluppo economico; quanti alla struttura amministrativa; e quanti, invece, sono destinati al riequilibrio dei conti regionali”.
Dice ancora Gnagnarini: “Questa informazione esiste nei documenti contabili, ma è distribuita tra numerosi allegati tecnici e non viene presentata in modo sintetico e comprensibile. È un problema di trasparenza. Non mettiamo in discussione il diritto della Regione di assumere decisioni difficili quando le ritiene necessarie. Riteniamo però che, quando si chiedono ai cittadini oltre 80 milioni di euro in più ogni anno, sia doveroso spiegare con la stessa chiarezza come quei soldi saranno utilizzati”.
Conclude il leader di Iv Umbria: “Non basta affermare che servono alla sanità o agli equilibri di bilancio. Occorre dimostrare, numeri alla mano, quale sia la destinazione delle maggiori risorse e quale beneficio concreto produrranno per gli umbri. Il nostro impegno. Per questo Italia Viva continuerà l’analisi dei bilanci regionali. Con la pubblicazione del Rendiconto 2025 presenteremo un dossier che confronterà, missione per missione, la spesa corrente della Regione, ricostruendo il percorso delle maggiori entrate tributarie e verificando quali settori sono stati effettivamente rafforzati. Non chiediamo slogan. Chiediamo trasparenza. Perché ogni euro richiesto ai cittadini deve poter essere seguito fino alla sua destinazione finale”.

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