«La sinistra volta le spalle alle donne e agli uomini in divisa vittime di violenza»

Non ammessa alla discussione in Consiglio regionale la mozione avanzata dal centrodestra

PERUGIA – “La sinistra ha bocciato la richiesta di iscrizione all’ordine del giorno della mozione urgente con la quale chiedevamo al Consiglio regionale di esprimere una ferma condanna delle violenze perpetrate contro le Forze dell’Ordine a Bologna e in Val di Susa, di condannare il manifesto denigratorio affisso davanti alla Questura di Perugia e di manifestare piena solidarietà alle donne e agli uomini in divisa”. Lo sottolineano i gruppi di minoranza a Palazzo Cesaroni: Lega Umbria, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc.
“La maggioranza – rimarcano i consiglieri di opposizione – ha deciso di non pronunciarsi sulle gravissime violenze subite dagli appartenenti alle Forze dell’Ordine durante i disordini di Bologna e della Val di Susa e di non condannare un manifesto vergognoso, affisso davanti alla Questura di Perugia, nel quale viene invocata l’abolizione della Polizia, alimentando così un clima di delegittimazione nei confronti di chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini. Ancora più sconcertanti sono state le motivazioni addotte dal consigliere del Movimento 5 Stelle, secondo il quale la priorità della seduta era l’assestamento di bilancio e non vi sarebbe stato tempo per affrontare questa mozione. Parole che ci lasciano esterrefatti, perché significano, nei fatti, ritenere non prioritario che il Consiglio regionale esprima solidarietà alle donne e agli uomini in divisa dopo le violenze subite e condanni un manifesto che li denigra pesantemente”. Concludono dalla minoranza: “Per noi esprimere vicinanza alle Forze dell’Ordine è un preciso dovere istituzionale e morale, perché chi serve lo Stato con professionalità, spirito di sacrificio e senso delle istituzioni merita rispetto, sostegno e la piena vicinanza delle istituzioni. Di questa scelta la maggioranza dovrà assumersi tutta la responsabilità politica davanti ai cittadini umbri e alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine”.

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