La Uil contro la Regione: «Confusione e arroganza, nessuna risposta ai problemi dell’Umbria»

Il sindacato attacca palazzo Donini

PERUGIA – “Dopo un anno e mezzo di legislatura non ci sono risposte sulla sanità, con i dipendenti vicini al burnout e con ferie a rischio, con le liste d’attesa senza una soluzione strutturale e con una programmazione che non è chiara sul fronte dei servizi e delle reti sanitarie da costruire sul territorio. E le tasse, varate con la promessa della svolta sulla sanità, stanno andando ad incidere su tutt’altri settori, gravando sul ceto medio, mentre non si fa nulla per andare ad intaccare, laddove possibile, sull’evasione fiscale. Un misto di arroganza, autosufficienza e confusione che dispiace constatare dopo aver lavorato con il massimo sforzo e attenzione”. E’ duro l’attacco della Uil dell’Umbria nei confronti della Regione Umbria, all’indomani del congresso nazionale che ha rieletto Pierpaolo Bombardieri alla guida nazionale, lanciando alcune linee guida per la prossima stagione come una campagna che dovrà contrastare tasse e balzelli che drenano soldi ai lavoratori, sempre di più l’anello debole della catena.
“Servono scelte, coraggio e visione – continua la Uil dell’Umbria – e il primo scorcio di legislatura, salutato da una discesa nelle rilevazioni di gradimento, non premia certo le (non) scelte che l’Umbria sta facendo. Il Piano sociosanitario, più volte promesso, non vede la luce ed è ben custodito nelle segrete stanze. Esce solo attraverso qualche anteprima concessa sporadicamente a pochi fortunati. E quando si convoca una riunione ufficiale, lo si fa proprio nei giorni in cui la Uil era impegnata nel congresso di Padova. Stigmatizziamo quindi anche un atteggiamento di superiorità e di presunta autosufficienza di fronte a passaggi che esigevano concertazione, coinvolgimento e partecipazione. Approccio che dimostra insofferenza verso chi, con autonomia, ha sempre dimostrato buona fede e voglia di entrare nel merito dei fatti. Il modus operandi dunque appare sbagliato, soprattutto se a farne le spese è il primo sindacato negli enti pubblici, come in Regione, o in sanità. Primo sindacato perché rappresenta i lavoratori che, da questa scelta, sono stati penalizzati. Sorprende anche l’atteggiamento di Cgil e Cisl, che hanno preferito sfruttare una rendita di posizione momentanea piuttosto che privilegiare l’unità sindacale per costruire lavoratori e lavoratrici, come invece hanno ribadito i rispettivi segretari generali, intervenuti al congresso di Padova”.
“La nostra linea, di sindacato laico e riformista, non cambia e continuiamo ad essere interessati al merito delle questioni, al rispetto degli interlocutori e alla soluzione delle problematiche. Lo abbiamo detto anche a Padova, con l’intervento del nostro segretario generale Maurizio Molinari. Continuiamo a chiedere un grande ‘patto sociale’, perché una regione piccola come l’Umbria non può salvarsi da sola. L’Umbria rischia l’isolamento infrastrutturale, con una rete ferroviaria nazionale nel caos. La sanità pubblica è in difficoltà, i giovani cercano un lavoro stabile e non riusciamo a dare loro risposte. Gli anziani chiedono servizi e di non essere considerati bancomat. Per questo abbiamo chiesto tavoli permanenti, confronto vero, concertazione, investimenti, infrastrutture, sanità territoriale, politiche industriali e formazione. Continuiamo a chiederli, continuiamo ad aspettare ma non possiamo farlo in silenzio di fronte a giochetti e prepotenze”.
Una dura presa di posizione, dunque, all’indomani del congresso nazionale che ha rinnovato anche i vari organismi apicali come esecutivo e consiglio. Nel consiglio sono stati indicati, per l’Umbria, il segretario generale Maurizio Molinari, il segretario organizzativo Fabio Benedetti e la giovanissima Ibtissam Alaoui, per tutti Iby. Iby ha 24 anni, umbra di seconda generazione, di origini marocchine ed è tra le più giovani componenti del consiglio nazionale della Uil. “Sono cresciuta sentendomi spesso tra due mondi, senza essere mai considerata completamente dell’uno o dell’altro. Con il tempo ho imparato a vedere questa doppia appartenenza non come una frattura, ma come una ricchezza. In questo senso, l’esperienza nella UIL ha rappresentato per me un punto di svolta: un luogo in cui non mi è mai stato chiesto di scegliere tra le diverse parti della mia identità, ma in cui entrambe hanno trovato riconoscimento e valore. Oggi mi sento orgogliosa e, per la prima volta, sento davvero di appartenere a qualcosa che mi accoglie nella mia interezza, anche dopo i sacrifici fatti dalla mia famiglia per arrivare a questo”.
Nel congresso nazionale, dove sono state ospiti la premier Giorgia Meloni, la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein e diversi altri esponenti politici nazionali, è stato messo al centro l’approfondimento sull’Intelligenza artificiale e le prossime campagne nazionali della Uil, che coinvolgeranno anche l’Umbria. Presentata l’iniziativa per la parità di genere e annunciata la campagna nazionale contro l’aumento delle tasse regionali. Impegno forte ci sarà anche per la tutela della sanità pubblica e l’accessibilità di servizi e prestazioni.

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