Il centrodestra e il sindaco Bandecchi picchiano duro: «Due anni per non decidere nulla»
TERNI – Due anni per non decidere nulla. Mentre Stefania Proietti parla di svolta epocale, di avvio di un percorso che entro cinque anni porterà alla posa della prima pietra, le sostengono che si è di fronte ad un castello di dichiarazioni vacue, di velleità, di promesse. I consiglieri regionali del centrodestra dichiarano: «Dopo quasi due anni di governo regionale ci saremmo aspettati una svolta concreta sul nuovo ospedale di Terni, un cronoprogramma chiaro, la certezza dell’area, un quadro finanziario definito e soprattutto l’avvio di un percorso capace di trasformare un progetto atteso da anni in un’opera reale. Invece, dalla conferenza stampa convocata questa mattina dalla presidente Proietti è arrivata soltanto l’ennesima occasione di propaganda, senza alcun elemento realmente nuovo rispetto al passato».
«La presidente Proietti – commentano i consiglieri Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega Umbria), Andrea Romizi, Laura Pernazza (Forza Italia), Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei, Paola Agabiti (Fratelli d’Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc) – afferma di aver individuato nell’area di Sabbione quella più indicata per la realizzazione del nuovo nosocomio. Tuttavia annuncia un confronto pubblico che durerà fino alla fine dell’anno (dai 4 ai 6 mesi) dove si discuterà non della scelta di Sabbione, ma di tutte le ipotesi di aree idonee individuate nel docfap, come affermato dalla stessa presidente in risposta alla domanda di un giornalista. Insomma si fa un passo avanti, per farne due indietro all’unico scopo di prendere tempo»
Usa ben altro linguaggio il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi. Ma il senso è sempre quello: due anni persi e tanta confusione all’orizzonte.
«Le peggiori aspettative per il nuovo ospedale di Terni – dichiara il sindaco Stefano Bandecchi – oggi si sono concretizzate. E dico purtroppo perché a Terni il nuovo Santa Maria serve come il pane.
La presidente Proietti ha dato luogo a una supercazzola senza precedenti, un mega pasticcio nel quale non si comprendono modalità e tempi. Anzi, sui tempi abbiamo capito che ci vorrà un prossimo mandato della Proietti per vedere la posa della prima pietra. Dopo aver perso quasi due anni in chiacchiere, la presidente oggi ci fa sapere che ce ne vorranno altri cinque per aprire il cantiere, cioè nel 2031. Nella migliore delle ipotesi, perché se continuiamo con questo passo non arriveremo mai a nulla. La presidente Proietti fa addirittura un passo indietro rispetto a quanto finora deliberato dalla presidente Tesei che aveva definito il Docfap ed era arrivata al documento di indirizzo della progettazione. La giunta Proietti in tre giorni ha approvato atti amministrativi tra di loro contraddittori, che non possono generare una progettualità seria e idonea a realizzare il nuovo ospedale. L’attuale giunta regionale sta camuffando la propria inerzia con un atto che ritorna indietro di anni». E ancora: «Per essere seria e credibile sulla questione delle coperture finanziarie la presidente ci deve portare gli atti deliberativi che attestano le coperture finanziarie a cui fa riferimento. E cioè: gli atti deliberativi di Inail riferiti ai 280 milioni; l’accordo di programma riferito ai 70 milioni ex articolo 20,nonché alle delibere di cassa depositi e prestiti riferito al mutuo fondo di rotazione per la copertura delle spese di progettazione (30,40 milioni).
Senza queste pezze di appoggio amministrative la presidente Proietti è l’unica responsabile della supercazzola che la Regione vuole propinare a Terni».


