Di Marco Brunacci
PERUGIA – Segnatevi la data: luglio 2026, magari da questo mese la presidente Proietti decide per una svolta virtuosa, capisce che di sola propaganda non si vive, che è stata eletta per approfondire i tanti delicati dossier con i quali deve confrontarsi una amministrazione regionale e cercare di trovare soluzioni concrete.
Basta chiacchiere, basta preferire le operazioni di sotto governo a quelle di governo.
Il sondaggio annuale del Sole 24 ore, con conferma del calo costante del gradimento della presidente dell’Umbria già finita, in meno di 2 anni, in fondo alla classifica dei governatori italiani, è un serio campanello d’allarme.
Questa nuova sfiducia è sicuramente legata alle bugie sulla sanità sfociate nella testardaggine di mantenere, oltre ogni logica, le super tasse ai soliti noti umbri.
Umbria7 ha denunciato per prima e da sola il perverso intreccio, prendendosi gli insulti dei partigiani del Patto Avanti finché non è stato a tutti chiaro che la manpvra delle stratasse era una scelta politica immotivata e insensata. Non un motivo all’inizio, non un senso come prospettiva.
Di tutto questo parla nel suo post Marco Regni (lo potete leggere a seguire qui sotto), attento osservatore e collaboratore di Umbria7, che riporta anche i pesanti rilievi alla manovra arrivati da sinistra.
Noi ci limitiamo a sottolineare due aspetti.
Uno: se tutto va come previsto e in giunta regionale non si rinsavisce la manovra arriverà a 316 milioni a fine legislatura.
316 milioni sottratti alle famiglie, alle imprese, ai consumi, al commercio e agli investimenti della piccola e povera Umbria. Un assurdo colpo al ceto medio, che provoca danni a cascata a tutti, a cominciare alle fasce più deboli.
Due: Stefano Moretti, ex assessore regionale socialista, riflettendo sui bilanci veri della Asl e della sanità regionale, in un commento a Regni, dice che quella decisa in Umbria è “una rapina istituzionale”. Urge una riflessione.
Per finire, Proietti ha un’attenuante: tranne Umbria7, nessuna voce critica si levata per invitarla ad approfondire una scelta sciagurata.
La presidente dovrebbe n̈citare per danni il gruppo consiliare di maggioranza, che non è un gruppo politico ma un’orchestra di violini, con la guida di Betti, che per mesi ha intonato zuccherose melodie a ogni scelta di Proietti.


