Sul concertone del 30 luglio Bandecchi suona la sua musica

Il sindaco risponde al Ministero della cultura, che aveva obiettato sulla scelta di piazzale Bosco a discapito di Cesi. IL DOCUMENTO

AURORA PROVANTINI

TERNI –  «Questa amministrazione conferma la volontà di dare piena attuazione al programma conclusivo di valorizzazione di Cesi porta dell’Umbria». Che per Stefano Bandecchi è senza ombra di dubbio il concertone del 30 luglio a piazzale Bosco con Tommaso Paradiso e Fabio Rovazzi. E’ proprio Bandecchi a metterlo nero su bianco nella lunga relazione illustrativa del progetto di valorizzazione culturale e promozione territoriale da 350mila euro che sta mettendo a terra con i soldi del Pnrr risparmiati per non aver realizzato l’ascensore inclinato. Una lettera che invia al Ministero della Cultura lo stesso giorno in cui riceve la richiesta di chiarimenti, il 17 luglio.  Non la prende per niente bene e accusa la politica di miopia: «Le segnalazioni che hanno dato origine all’ istruttoria appaiono espressione di una ricostruzione parziale del progetto e di una visione che, anziché cogliere la portata innovativa del modello di “borgo-territorio”, svilisce il significato dei progetti pilota del Pnrr».

Da una parte il dicastero di via del Collegio Romano – Unità di Missione Pnrr – che chiede di sapere in che misura l’evento al parcheggio delle ex officine Bosco sia riconducibile alla  valorizzazione di Cesi porta dell’Umbria. Dall’altra il sindaco che insiste sulla rilevanza nazionale del concerto di Radio 105 in the City e artisti vari, e tira dritto. «Non riteniamo possibile né responsabile sospendere o ridimensionare un programma costruito per valorizzare i risultati conseguiti e per consolidarne gli effetti nel tempo, soltanto perché una parte del confronto politico ha scelto di leggere il progetto attraverso una prospettiva riduttiva, limitata al singolo evento e non alla strategia complessiva che lo sostiene». «Il Comune di Terni rivendica con convinzione la scelta di aver interpretato il progetto secondo la sua finalità più autentica: non restaurare semplicemente un borgo, ma renderlo protagonista di un nuovo modello di sviluppo, capace di mettere in rete patrimonio culturale, archeologico, ambientale, imprese, comunità e innovazione. Le istituzioni hanno il dovere di assumere decisioni nell’interesse generale – sottolinea Bandecchi – anche quando esse vengono sottoposte a critiche o a contestazioni politiche. Il confronto democratico rappresenta un valore fondamentale, ma non può tradursi in un fattore di paralisi dell’azione amministrativa, né impedire che un progetto pubblico, regolarmente autorizzato e finanziato, raggiunga pienamente gli obiettivi per i quali è stato concepito. Per questo motivo il Comune di Terni porterà a compimento il programma conclusivo del progetto con la stessa determinazione con cui ha realizzato gli interventi finanziati, nella convinzione che raccontare ad una platea nazionale i risultati raggiunti non costituisca un elemento accessorio, ma rappresenti parte integrantedella missione affidata ai progetti pilota dell’Investimento “Attrattività dei Borghi”». Tradotto: il concerto del 30 luglio si farà. Chi lo paga, si vedrà.  E convoca il tavolo per la sicurezza in Questura, venerd’ 24 luglio alle 12,30.

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