PERUGIA – «La sicurezza di medici, infermieri, di tutto il personale sanitario e dei pazienti rappresenta una priorità assoluta del Governo Meloni. Le aggressioni nei confronti di chi ogni giorno opera per tutelare la salute dei cittadini sono inaccettabili e richiedono risposte concrete, non soltanto sul piano organizzativo e degli investimenti, ma anche su quello legislativo. In questo senso, il decreto-legge n. 137 del 2024, convertito in legge dal Parlamento, costituisce uno dei più importanti provvedimenti di questa legislatura, avendo introdotto strumenti rigorosi come l’arresto obbligatorio in flagranza, anche differita, e il reato di danneggiamento delle strutture sanitarie a tutela di chi lavora in prima linea». Lo dichiara il Sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, in occasione della sottoscrizione del Protocollo per la prevenzione e la gestione degli atti di violenza nei confronti degli esercenti le professioni sanitarie, siglato oggi a Terni tra la Prefettura di Perugia, la Regione Umbria e le Aziende sanitarie e ospedaliere del territorio.
«Il Ministero dell’Interno, insieme al Ministero della Salute, ha definito una strategia nazionale che punta a rafforzare la sicurezza delle strutture sanitarie attraverso il potenziamento della videosorveglianza, sistemi di collegamento diretto con le Sale Operative delle Forze di Polizia, procedure condivise di prevenzione e un deciso rafforzamento della presenza dello Stato nei luoghi maggiormente esposti». «Su questo fronte il Governo, in Umbria come nelle altre Regioni, continuerà a fare la propria parte anche sul piano degli investimenti. Attraverso i Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC) firmati recentemente dal Presidente Meloni, le cui risorse sono in fase di ripartizione per i singoli ministeri, saranno sostenuti ulteriori interventi strategici per migliorare la sicurezza delle infrastrutture sanitarie. Per l’Umbria i fondi dedicati saranno di circa 1,5 milioni di euro e permetteranno di completare i sistemi di videosorveglianza nei Pronto Soccorso non ancora interamente coperti dalle aziende regionali. Sul fronte dei presidi i risultati sono già tangibili: dal 2023 i posti di Polizia negli ospedali italiani sono passati da 136 a 202, con un incremento del 67,3%, mentre il personale impiegato è aumentato da 299 a 444 operatori (+48,4%), estendendo significativamente anche gli orari di apertura dei presìdi già attivi».
«Ci auguriamo che anche la Regione Umbria possa contribuire concretamente a questo obiettivo comune, affiancando agli strumenti di coordinamento adeguati investimenti e scelte organizzative di propria competenza, perché la sicurezza degli operatori sanitari è una responsabilità che deve vedere attivamente impegnate tutte le istituzioni». «Il Governo continuerà a garantire il massimo supporto affinché chi lavora ogni giorno negli ospedali possa farlo in condizioni di totale serenità, a beneficio degli stessi operatori e, ovviamente, dei pazienti che si rivolgono alle strutture di salute», conclude Prisco.


