«Con le tasse agli umbri la giunta Proietti aumenta le poltrone, ma taglia i servizi sanitari»

L’attacco dei consiglieri regionali di centrodestra

PERUGIA – “La Giunta Proietti aumenta le tasse, Irpef e Irap fino al 2029, ma anziché rilanciare i servizi sanitari, come promesso, utilizza le risorse pubbliche per aumentare le poltrone e aggravare ulteriormente i costi della macchina regionale”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali di opposizione, Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei, Paola Agabiti (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi, Laura Pernazza (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Umbria civica).

“Il nuovo bando per l’assunzione di personale regionale, che comprende sei nuovi dirigenti e altre decine di figure professionali, per un costo di circa 2 milioni di euro l’anno, arriva – rimarcano i consiglieri regionali – mentre la sanità continua a presentare criticità pesantissime: liste d’attesa oltre quota 70 mila, servizi ridimensionati, difficoltà nell’accesso alle prestazioni e cittadini costretti sempre più spesso a rivolgersi al privato o, peggio, a rinunciare alle cure. A rendere la vicenda ancora più discutibile sono le modalità con cui questo bando viene pubblicato. Tutto viene concentrato nel pieno di agosto, quando l’attività politica e istituzionale e l’attenzione dell’opinione pubblica sono fisiologicamente ridotte. Il termine per presentare le domande è di appena un mese e questo non è un dettaglio. Quando si parla di nuove assunzioni, posizioni dirigenziali e milioni di euro di spesa strutturale, la trasparenza non può essere un optional e il periodo delle vacanze estive non può diventare una zona franca dell’azione amministrativa”.
“Ci sono poi – aggiungono gli esponenti della minoranza – ulteriori elementi che meritano un preciso chiarimento politico. Per i dirigenti il percorso selettivo prevede assunzioni per titoli e colloquio, senza prove d’esame. Una modalità che può essere prevista dalla normativa, ma che proprio per questo richiede ancora maggiore chiarezza sui criteri, sulle valutazioni e sulle garanzie di imparzialità. Ancora più singolare appare, inoltre, la possibilità prevista per alcuni profili di accedere a posizioni in settori particolarmente delicati e importanti come i servizi sociali, l’ambiente e gli spettacoli, attraverso una qualsiasi laurea che consente di candidarsi anche con titoli di studio appartenenti a settori completamente diversi da quello oggetto della posizione. In sostanza, si rischia di affidare funzioni che richiedono competenze specifiche e conoscenze tecniche a persone che potrebbero non avere una formazione coerente con le mansioni da svolgere. Stranamente tale requisito viene compensato con esperienze specifiche nel settore. A che scopo? Un’operazione finalizzata alla futura stabilizzazione di questi dirigenti?”.
“La presidente Proietti e l’assessore Bori chiedono sacrifici agli umbri in nome delle necessità di bilancio, ma contemporaneamente ampliano la macchina regionale e ne appesantiscono i costi con il solito poltronificio tipico della sinistra. Di fronte a questo quadro, le forze estremiste che sostengono la maggioranza, Movimento 5 Stelle e AVS, scelgono il silenzio. Proprio loro che per anni hanno costruito la propria narrazione politica sulla lotta ai privilegi, alle poltrone e agli sprechi, oggi diventano improvvisamente muti di fronte a tutto questo. Sulla vicenda – concludono Lega, FdI, FI e Tp-Uc – andremo fino in fondo e pretenderemo dalla Giunta tutti i chiarimenti necessari, a partire dal reale fabbisogno che giustifica queste assunzioni, dalle motivazioni che hanno portato a bandire proprio ora questi posti e dai costi effettivi che ricadranno sul bilancio regionale. Gli umbri non possono diventare il bancomat della Giunta Proietti per finanziare nuove poltrone”. 

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