di Marco Brunacci
PERUGIA – Pianeta sanità, tante ombre e così poche luci da farsi venire lo sconforto. Lo sapevate che mancano i medici all’ospedale ex Silvestrini di Perugia?
Obiezione: di medici in Umbria ce ne sono tanti, tutte le statistiche assicurano che sono più che proporzionali per il numero di abitanti , per i posti letto complessivi e per gli incarichi sul territorio.
Esatto: proprio così, ma sono distribuiti in modo tale che nel principale luogo di cura della regione, non ce ne siano abbastanza. Il malumore è generalizzato, ci sono diversi reparti che avrebbero bisogno di un numero maggiore di medici, ma vanno avanti.
La novità arriva da una chirurgia, quella d’urgenza, che ha tempi e modalità di intervento particolari rispetto a tutte le altre che possono invece programmare, almeno per una parte.
Nessuno si espone, ma il rischio è che a settembre non possano riaprire tutte le sale operatorie di competenza. E il reparto del professor Annibale Donini nello scacchiere ospedaliero ha, come evidente, un ruolo strategico.
Nulla risulta sia stato ufficializzato, ma al malumore per ora diffuso potrebbero subentrare prese di posizione, anche perché – raccontano – ci sarebbe la possibilità di pescare da una graduatoria di medici già esistente, eppure nessuno lo sta facendo.
Potrebbe essere questa la prima nuova grana della riapertura della stagione sanitaria per la direttrice generale della Regione, Donetti, e del direttore dell’Azienda ospedaliera perugina, D’Urso.
Tenendo presente che prima o poi qualcuno si dovrà porre il problema di redistribuire incarichi e destinazioni della popolazione medica umbra, sufficiente ma mal dislocata.


