«In via del Centenario serve il coraggio di dire “Basta supermercati”»

Umbria Civica chiede all’amministrazione Bandecchi di fermare l’iter della variante per il Lidl e di smettere di inseguire una logica fatta di cemento, parcheggi e nuovi insediamenti commerciali

TERNI – Umbria Civica Terni dice no all’ennesimo insediamento commerciale. Peraltro in un’area già satura: Borgo Rivo. «Più cemento, più traffico, meno verde e un altro colpo al commercio cittadino: è questa la “visione” dell’amministrazione Bandecchi», la domanda provocatoria di Marco Ravasio.   «Umbria Civica Terni esprime la propria ferma e netta contrarietà al progetto per la realizzazione della nuova struttura in via via del Centenario. Un’operazione che, a nostro avviso, rappresenta l’ennesimo esempio di urbanistica senza visione e di politica amministrativa scollegata dai reali bisogni della città. Il fatto che questo insediamento fosse previsto sulla base di un documento del 2017 non può essere l’alibi per realizzarlo oggi. Dal 2017 a oggi quella parte della città è profondamente cambiata. Sono cambiati il tessuto urbano, i flussi di traffico, le attività presenti, le esigenze dei residenti e l’equilibrio complessivo di quel quadrante. Ed è proprio questo il punto: una città non si governa con documenti vecchi di nove anni, ignorando le trasformazioni intervenute nel frattempo.  Bisogna conoscerla, la città. Bisogna viverla, osservarne i cambiamenti e capire quali siano oggi le esigenze reali dei quartieri. Terni non ha bisogno di un altro insediamento commerciale.  Ha bisogno di strade più efficienti, quartieri più vivibili, più verde pubblico e di un’Amministrazione capace di difendere il commercio di prossimità e il tessuto economico del centro cittadino. Realizzare una nuova struttura commerciale di oltre 1.200 metri quadrati in un quadrante già fortemente urbanizzato e servito da numerose attività significa caricare ulteriormente una zona che sopporta già flussi di traffico importanti. E la risposta sarebbe l’ennesima rotatoria. Una strada già disseminata di interruzioni rischia di trasformarsi definitivamente in una sequenza di rallentamenti, code e colli di bottiglia, con il peso dell’ennesimo intervento scaricato quotidianamente su residenti e automobilisti. Ma il problema non è soltanto la viabilità. C’è un tema ancora più grave: il consumo di suolo e la riduzione del verde pubblico. La variante urbanistic  prevede infatti una drastica riduzione delle superfici destinate a parco pubblico per lasciare spazio all’edificio commerciale e ai parcheggi. In altre parole: meno verde per i cittadini e più spazio al cemento e alle auto. È una scelta che riteniamo profondamente sbagliata.  Gli spazi verdi non possono essere considerati aree sacrificabili ogni volta che emerge un nuovo progetto commerciale.  Un parco pubblico non è una superficie da monetizzare: è patrimonio della comunità, qualità della vita, vivibilità dei quartieri. E poi c’è il tema del commercio. Continuare a puntare su nuove strutture commerciali periferiche significa alimentare una politica che rischia di svuotare ulteriormente il centro cittadino, mettendo sotto pressione le piccole attività e il commercio di vicinato. Mentre il centro storico combatte ogni giorno contro serrande abbassate, desertificazione commerciale e perdita di attrattività, l’Amministrazione pensa di aggiungere un altro polo commerciale fuori dal cuore della città. È una contraddizione evidente. Non si può continuare a parlare di rilancio del centro storico e, contemporaneamente, favorire scelte urbanistiche».

Insomma, non servono altre colate di cemento. Serve il coraggio di dire basta.

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