La bomba tecnica del “Docfap” sotto il “progetto” del nuovo ospedale di Terni a Sabbione. Riciclata anche una valutazione dell’ex dg Chiarelli

Ai 5 punti per cui Umbria7 ritiene la proposta della Giunta Proietti un sostanziate bluff, si aggiungono valutazioni di addetti ai lavori ternani che sono una stroncatura tecnica. E finiscono a pomodori in faccia le difese sul web di Pd, De Luca e Simonetti

Marco Brunacci

TERNI – Abbiamo provato a dirlo, elencando 5 punti che fanno pensare – “Scusate l’anticipo” – a un bluff della presidente Proietti e della sua Giunta, assessore De Rebotti in testa.

Su questa strada non si farà nessuno ospedale nuovo a Terni e, ragionevolmente, neanche a Narni. Ma se si va a Terni in cerca di pareri tra addetti ai lavori, arrivano stroncature da brivido alla decisione della Regione. 

Ancora più pesanti della pietra tombale che ha messo sulla proposta regionale il sindaco Bandecchi chiamandola “la supercazzola della Regione”. Allora: sostiene uno del ramo che la delibera della giunta regionale sul nuovo ospedale “è un esempio di superficialità, scorrettezza, nebulosità e non trasparenza dell’azione della Proietti e De Rebotti che hanno solo pensato a voler far uscire un documento contrario alle indicazioni politiche di Bandecchi e in danno alla città”.  Un altro commento dice che la Giunta regionale è “responsabile così di una scelta scellerata la peggiore dal dopoguerra”.

Ed ecco come viene ricostruito l’iter della scelta scellerata: “Qualcuno deve aver detto che se non ci sono atti amministrativi non ha valore nessun provvedimento”. E allora, in 8 giorni, arrivano tre delibere di Giunta che evidenziano tutto un percorso giudicato “non trasparente, superficiale e scorretto, al limite del non legale”.

Le delibere? Ecco qua: il 22 luglio Proietti fa una delibera che approva un accordo con CDP tra l’altro per produrre un DOCFAP (Documento di fattibilità delle alternative progettuali che obbliga a confrontare diverse soluzioni prima di apprestarsi a realizzare un’opera pubblica del rilievo di un ospedale nuovo).

Il 29 Luglio fa un’altra delibera dove prende atto e approva il “quadro esigenziale”, quale documento essenziale per la redazione del DOCFAP, quadro inviato lo stesso giorno dall’Azienda ospedaliera.

Quindi in un giorno – se la ricostruzione è corretta e non c’è motivo di dubitarne – il 30 Luglio fanno un DOCFAP per un’opera così importante.

DOCFAP che viene approvato con delibera di giunta del 31 Luglio, la mattina della imperdibile conferenza stampa di annuncio dell'”habemus progettum”. Inoltre il “quadro esigenziale” pone alla base delle scelte sanitarie la delibera 1399 del 2023 della Tesei, quale programmazione sanitaria (è la delibera degli 80 posti per la clinica che hanno sempre contestato dicendo che non aveva valore di programmazione). Una bomba tecnica sulla “soluzione” Proietti e che già appariva raffazzonata (come scritto da Umbria7).

Sfiora il.ridicolo l’affermazione della Proietti nella qualr ha sostenuto che per la scelta del nuovo ospedale si doveva partire dal nuovo Piano sanitario, il quale è stato festeggiato a inizio anno da un comico documento dei consiglieri di maggioranza e che invece non ha alcuna possibilità di vedere la luce neanche entro quest’anno, ma probabilmente è rinviato nei secoli dei secoli.

Le fonti interpellate da Umbria7 sostengono inoltre che nel decisivo DOCFAP ci sono orrori tecnici. Ma vedremo piu avanti. Sulla coperture finanziarie abbiamo già detto quanto sembrino aleatorie, per non dire campate in aria.

Ma il capolavoro finale – sostengono le fonti ternane – sta nel “quadro esigenziale” che “non è altro che un copia incolla di quello del 2022 fatto redigere da Chiarelli per la valutazione del Project financing”.

In un colpo solo una Proietti disperata rivaluta anche il criticatissimo Chiarelli, ecco davvero un capolavoro inatteso.

Per fortuna che ad agosto si va in ferie. La povera presidente dopo aver dovuto sopportare l’intemerata del nume tutelare della sinistra umbra, Cucinelli, contro di lei, con critiche pesanti sulla gestione della sanità, chiude la stagione con un naufragio a Terni. Ma quel che è peggio non sono le stroncature che abbiamo appena elencato, ma i suoi pericolosi sostenitori ternani. 

Il Pd ha provato la difesa d’ufficio della scelta della presidente Proietti, ma ha capito subito che non era il caso di insistere. Invece il peana a Proietti e tutta la giunta regionale del povero consigliere Simonetti (M5s) è finito a pomodori in faccia sui commenti del web.

Invece, sulla difesa di Sabbione da parte di De Luca (l’inceneritore che l’assessore non ha voluto per l’Umbria è attivo a un passo dal presunto nuovo sito dell’ospedale ternano) dopo due giorni i ternani ancora ridono. E ridono solo perché hanno concluso, come Umbria7, che in fondo si tratta solo di un bluff. Altrimenti ci sarebbe solo da piangere.

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