di Marco Brunacci
PERUGIA – Sarà perché ormai lo hanno capito tutti: le marachelle si fanno a metà agosto.
Sarà perché questa maggioranza in Regione ci manca poco che faccia come quel noto barbaro che mise lo spadone sul piatto della bilancia al grido: “Vae victis”, tradotto: Guai ai vinti, però non detto ai partiti sconfitti, ma ai cittadini umbri inermi.
Sarà per tutto questo che monta una timida protesta contro l’annuncio dei nuovi concorsi in Regione.
Come anticipato da Umbria7, l’esercito dei 1100 dipendenti si accinge ad avere 6 dirigenti in più oltre ai 55 attuali e 5 funzionari in aggiunta ai 400 attuali.
La maggioranza ha vinto le elezioni e fa quello che più le aggrada, non è esattamente una regola democratica, ma va bene nella piccola Umbria.
All’inizio fu per le tasse: non c’era alcun motivo di aumentarle, il buco della sanità era falso, come attestato dalla Corte dei Conti, ma gli umbri devono pagare, a questo moderno sceriffo di Nottingham, 400 milioni.
Poi è toccata alla festa delle cooperative amiche.
Finalmente siamo di nuovo alla Regione “pesante”, dopo quella leggera del centrosinistra del rimpianto professor Bracalente.
Non stiamo a dire le battute ascoltate in giro su possibili (ma di sicuro falsi) favoritismi.
Però sentite questa che è invece certificata:
provate a scaricare il bando di mobilità volontaria per il servizio protezione civile e vedrete che l’unico requisito richiesto è di aver fatto il dirigente per appena 12 mesi.
Come criterio generale sarebbe proprio poco, come criterio specifico si presta per dare spazio alle malelingue di ogni genere, che il Signore ci scampi.
Umbria7 si limita a raccontare i fatti e su questo è rigorosa: i concorsi sono di sicuro regolari e poco importa se il nuovo dirigente arriverà dalle Marche di Acquaroli e dell’Emilia Romagna di De Pascale.
Ma la Regione “pesante” suona come un insulto a chi è subissato di tasse e il criterio dei 12 mesi è perlomeno curioso, se non proprio stravagante. Continueremo a seguire.


