TERNI – Venti milioni di euro l’anno. Secondo il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Terni, sarebbe questo il valore economico dell’operazione legata all’ipotesi di bruciare nella conca ternana 130 mila tonnellate di rifiuti provenienti da tutta l’Umbria, al costo di 150 euro a tonnellata. «Un regalo ad Acea, non certo ai cittadini ternani», attacca il Movimento 5 Stelle, che torna a puntare il dito contro il sindaco Stefano Bandecchi e contro la sua visione dello sviluppo futuro della città. Per il M5S, infatti, dietro gli slogan e le polemiche del primo cittadino si nasconderebbe «una verità che fa male alla sua propaganda»: trasformare Terni nel luogo in cui bruciare i rifiuti dell’intera regione. «Il sindaco continua a lanciare slogan e offese – sostiene il Gruppo Territoriale – per evitare il punto centrale della questione. La sua idea di sviluppo per Terni consiste nel trasformarla nel caminetto dell’Umbria, bruciando l’immondizia di tutta la regione».
Il Movimento 5 Stelle critica anche le recenti dichiarazioni del sindaco sul tema della Cina, del nucleare e dei termovalorizzatori, parlando di «una confusione ideologica e amministrativa preoccupante». Al centro della polemica resta la distinzione tra termovalorizzatore e inceneritore. «Cambia il nome, restano i fumi – afferma il M5S –. Bandecchi può anche cambiare le parole, ma la fisica non si cura della propaganda: si brucia materia, si producono ceneri e si generano emissioni in un’aria che, nella conca ternana, è già fortemente compromessa». Per il Movimento 5 Stelle, chiamare «futuro» e «libertà» un impianto destinato a bruciare rifiuti rappresenta una visione ormai superata. «Il vero progresso – sostengono – si chiama economia circolare, riduzione alla fonte, riciclo e riuso. Ma per comprendere tutto questo serve una visione di lungo periodo, non la fretta di fare cassa bruciando i rifiuti altrui».
Nel mirino del M5S finisce anche la situazione quotidiana della città. «Sulla Terni rifiorita grazie a questa amministrazione stendiamo un velo pietoso. Invitiamo Bandecchi a scendere ogni tanto dal suo piedistallo dorato, a posare la valigia che doveva tenere sempre pronta per cercare finanziamenti per Terni e a farsi un giro reale tra i quartieri». Secondo il Movimento 5 Stelle, le criticità della città sarebbero sotto gli occhi di tutti: «Strade in dissesto, famiglie ternane alle prese con tariffe massime, servizi pubblici che arrancano e una spesa per la politica che continua ad aumentare». Duro anche il giudizio sulle parole utilizzate dal sindaco nel confronto sulla tutela ambientale. «Liquidare la salute dei cittadini, la qualità dell’aria e la tutela dell’ambiente come un problema di “zanzare e pidocchi” dimostra solo una profonda mancanza di argomenti e un disprezzo totale per chi a Terni ci vive e respira ogni giorno».
Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle difende inoltre la riforma regionale che punta al superamento della logica di discariche e inceneritori. «Definirla “mondezza” qualifica chi usa queste parole, non chi l’ha scritta», sottolinea il Movimento. La conclusione è un nuovo affondo politico all’amministrazione comunale: «I ternani non dormiranno affatto sonni tranquilli sapendo che l’unica carta rimasta a questa amministrazione per far quadrare i conti sembra essere quella di aprire i cancelli della città alla spazzatura di tutta l’Umbria».


