«Nessun addio al medico di famiglia con le Case della comunità»

Lo afferma il vicesegretario della Fimmg Perugia, la dottoressa Chiara Calzoni

PERUGIA – “Grazie all’Accordo integrativo regionale sottoscritto dalla Federazione italiana medici di medicina generale, l’Umbria può avviare le Case della Comunità salvaguardando il ruolo del medico di famiglia, la libera professione convenzionata e il rapporto fiduciario con i cittadini. Rassicuro i cittadini che il medico di famiglia non scompare. Anzi, rimane il punto di riferimento del sistema e, all’interno delle Case della Comunità, potrà lavorare in una rete più efficace per affrontare la grande sfida della cronicità con tutte le altre categorie mediche”. Lo afferma Chiara Calzoni, vice segretario Fimmg Perugia, sottolineando come “negli ultimi giorni il dibattito sul nuovo Accordo collettivo nazionale ha generato dubbi e timori tra molti medici. Comprendo queste preoccupazioni – afferma Chiara Calzoni –. Meno comprensibile è alimentarle facendo credere che esistessero alternative semplici a problemi complessi su un percorso già previsto dalla legge. La realtà è diversa. Il ruolo unico, principale argomento di alcuni sindacati minori, non nasce oggi. È previsto dalla Legge Balduzzi del 2012 e il DM 77 ha definito il nuovo modello organizzativo della sanità territoriale. La scelta, quindi, non era se applicare o meno la riforma, ma come farla. L’alternativa era lasciare decidere ad altri. Peggio ancora, esporsi concretamente al rischio di un passaggio alla dipendenza, che avrebbe frammentato la categoria e cambiato radicalmente la natura della medicina generale”. “Come Fimmg – prosegue Calzoni – abbiamo scelto di contrattare. In Umbria questo ha significato adattare la riforma alle caratteristiche del territorio, mantenendo e valorizzando le Aggregazioni funzionali territoriali, fondamentali per garantire assistenza anche nelle aree più periferiche e come raccordo con le Case della Comunità”.

“Ai colleghi voglio dire che comprendo i dubbi. Ma è proprio nei momenti di cambiamento che bisogna distinguere la realtà dalle promesse irrealizzabili ed affidarsi a chi li ha sempre rappresentati, come fa Fimmg da anni. Alimentare paure può forse portare consenso nell’immediato, ma non risolve i problemi di salute degli Umbri e significa giocare sporco. Noi continueremo a fare quello che abbiamo fatto finora: sederci ai tavoli, difendere la libera professione, tutelare il medico di medicina generale e lavorare perché ogni scelta sia nell’interesse dei cittadini. Le polemiche passano. Le riforme restano. E il nostro dovere è fare in modo che siano le migliori possibili”.

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