TERNI – «Prima di costruire un ospedale dobbiamo costruire la visione della sanità che vogliamo lasciare ai cittadini umbri». È la posizione espressa dal Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Terni sul dibattito relativo al futuro dell’ospedale Santa Maria e sulle decisioni assunte dalla Giunta regionale. Rifondazione Comunista chiarisce di non essere «pregiudizialmente contraria» alla realizzazione di un nuovo ospedale e riconosce le criticità dell’attuale struttura e la necessità di investimenti. Allo stesso tempo, chiede che una scelta destinata a incidere sul sistema sanitario regionale per i prossimi decenni sia accompagnata da «un percorso realmente partecipato, trasparente e fondato su dati verificabili». Il partito accoglie quindi positivamente l’annuncio di una fase di confronto pubblico, sottolineando però che la partecipazione deve poter incidere concretamente sulle decisioni. «Prima si ascolta, poi si decide», sostiene Rifondazione, chiedendo di mettere a confronto tutte le alternative e di coinvolgere cittadini, operatori sanitari, amministratori locali, associazioni, comitati e forze politiche della coalizione. Secondo la Federazione ternana, il dibattito non può limitarsi alla localizzazione o alla costruzione del nuovo ospedale. Sul tavolo devono esserci anche il futuro del Santa Maria, il ruolo dell’ospedale di Narni-Amelia, la medicina territoriale, le Case della Comunità e l’organizzazione complessiva della rete sanitaria regionale.
Rifondazione chiede inoltre chiarezza sull’ipotesi dell’ASL unica e sul quadro economico dell’operazione: dalle risorse già disponibili a quelle ancora da reperire, fino ai costi necessari per mantenere pienamente operativo il Santa Maria durante gli anni di realizzazione della nuova struttura. Tra le richieste c’è anche quella di sottoporre a una valutazione tecnica approfondita la proposta di riqualificazione e ampliamento dell’attuale ospedale avanzata dal Comitato per la ristrutturazione del Santa Maria, mettendola a confronto con l’ipotesi della nuova costruzione. Da qui la proposta politica avanzata dalla Federazione di Terni: aprire gli «Stati Generali della Sanità Umbra», attraverso un percorso pubblico che coinvolga istituzioni, professionisti, lavoratori, università, amministratori locali, sindacati, associazioni, comitati e cittadini. «Il nuovo ospedale di Terni, il ruolo del Narni-Amelia, la medicina territoriale, il futuro delle ASL, il rapporto tra pubblico e privato e gli investimenti sul personale non sono questioni separate – conclude Rifondazione Comunista –. Sono parti di un’unica scelta politica». Per il partito, dunque, il confronto deve partire dal modello complessivo di sanità pubblica da costruire nei prossimi anni: «La sanità non coincide con un edificio. La sanità è il diritto alla cura, è il personale sanitario, è la medicina territoriale, è la prevenzione, è la qualità dei servizi. Gli ospedali sono fondamentali, ma, da soli, non bastano».


