Regione/ L’opposizione: «La giunta Proietti ci “accusa” di aver risparmiato e mette 400 milioni di tasse in più agli umbri. Ritirate la delibera sui nuovi dirigenti»

La dura replica dei consiglieri di minoranza alla nota del governo regionale: «Un provvedimento sbagliato»

PERUGIA – “La risposta imbarazzante della giunta Proietti sul bando da 2 milioni di euro per l’assunzione di nuovi dirigenti conferma tutti i nostri dubbi. Non hanno risposto praticamente a nessuna delle nostre domande sul contenuto del bando, sulle modalità di selezione, sui requisiti richiesti e, soprattutto, sulla scelta di prevedere per i dirigenti una procedura basata esclusivamente su titoli e colloquio, senza alcuna prova scritta. Si revochi subito questo bando e se ne faccia uno nuovo, completamente rivisto nei requisiti e nelle modalità di selezione”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali di opposizione, Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei, Paola Agabiti (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi, Laura Pernazza (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Umbria civica).
“Non abbiamo mai contestato – sostengono – la necessità di mantenere una organizzazione regionale efficiente. Abbiamo contestato questo bando, per come è stato costruito. E la Giunta, invece di spiegare perché abbia scelto proprio questi criteri, preferisce rifugiarsi nella solita propaganda contro chi ha amministrato prima di loro. Se sono così convinti della bontà delle procedure adottate, perché non rispondono nel merito? Perché non spiegano quali siano i criteri con cui saranno valutati i titoli e i colloqui? Perché non chiariscono come sia possibile che per alcuni profili dirigenziali siano sufficienti lauree non necessariamente coerenti con il settore di riferimento? Sono domande semplici, alle quali la Giunta continua a non rispondere. Ancora più surreale è il tentativo di trasformare i 661 mila euro di riduzione della spesa per il personale registrati nel precedente periodo di governo regionale in una colpa del centrodestra. Quella riduzione non è stata il frutto di una macchina amministrativa abbandonata a sé stessa, come vorrebbero far credere, ma di un percorso di razionalizzazione e contenimento dei costi messi in campo proprio per recuperare risorse da destinare alle esigenze dei cittadini e ai servizi. Senza considerare che noi non avevamo a disposizione 400 milioni di euro di aumento di tasse, Irpef e Irap, che la sinistra sta prelevando dalle tasche dei cittadini umbri fino al 2029. In altre parole, sembra quasi che la Giunta Proietti accusi il centrodestra di aver risparmiato, quando invece ha lavorato per rendere più efficiente la macchina regionale e contenere le spese. Loro oggi aumentano strutturalmente i costi del personale di circa 2 milioni di euro l’anno tagliando i servizi sanitari. Questa è la differenza politica”.
“Ridicole – continuano – le accuse rivolte alla precedente amministrazione di ‘indebolire la struttura amministrativa’. Quando siamo arrivati, non c’erano procedure concorsuali aperte: abbiamo trovato una situazione caratterizzata esclusivamente dalla presenza di personale precario che abbiamo provveduto a stabilizzare. Da allora abbiamo avviato e portato avanti 21 profili attraverso procedure concorsuali per funzionari di categoria D, oltre ai concorsi per le categorie B e C, alle procedure per la dirigenza, alla mobilità e alle stabilizzazioni, che hanno riguardato circa 100 lavoratori PRA e USR. E soprattutto è falso utilizzare la Corte dei Conti come una sorta di lasciapassare per giustificare questo bando. La Corte dei Conti ha evidenziato la necessità di migliorare l’organizzazione della struttura, superare il ricorso agli interim e semplificare i processi, non assumendo nuovi dirigenti, ma accorpando i servizi. Non ha certo ordinato alla Giunta Proietti di spendere 2 milioni di euro l’anno per assumere sei dirigenti e altre decine di figure attraverso un bando costruito in questo modo”.
“La strada adesso – concludono – è solo una: revocare questo bando e rifarlo completamente, introducendo criteri di selezione più rigorosi, trasparenti e coerenti con le responsabilità dei profili ricercati. È una proposta concreta per garantire che milioni di euro di spesa pubblica siano utilizzati nel modo migliore e che le posizioni dirigenziali vengano assegnate attraverso procedure che offrano ai cittadini la massima garanzia di imparzialità e meritocrazia”.

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