«Il dibattito sullo smaltimento è lontano anni luce dai bisogni delle famiglie». Pennoni conferma la distanza dal sindaco Bandecchi
TERNI – «La gestione del ciclo dei rifiuti in Umbria e il dibattito pubblico emerso nelle ultime ore richiedono una presa di posizione chiara, pragmatica e priva di finzioni politiche». In questa vicenda, l’unica cosa che si sta bruciando davvero è la ragione, tuona il segretario provinciale di Azione, Michele Pennoni.
«Come Azione non siamo disposti ad assistere a un dibattito surreale e ideologizzato, lontano anni luce dai reali bisogni e dalle tasche dei cittadini umbri e ternani. Chiariamo subito un punto, a scanso di equivoci: Azione non è a favore di Stefano Bandecchi, non lo ha mai sostenuto — nemmeno al ballottaggio, a differenza di altri soggetti — e la nostra distanza politica da lui non è mai stata in discussione. Ricordiamo che è stato proprio il nostro leader Carlo Calenda ad opporsi fermamente a un suo eventuale ingresso in parlamento nelle liste del Terzo Polo, un episodio che lo stesso Bandecchi ha più volte confermato e ricordato pubblicamente.
Essere fermamente alternativi al Sindaco di Terni non significa tuttavia accettare il gioco delle parti o subire la solita demagogia del Movimento 5 Stelle. Se da un lato non è accettabile l’ipotesi di far diventare Terni il ricettacolo unico di tutti i rifiuti dell’Umbria, dall’altro è insostenibile l’atteggiamento di chi promette un’economia circolare fatta solo di slogan, nascondendo la realtà dei fatti. A conti fatti, infatti, mentre il M5S vagheggia soluzioni miracolose ma irrealizzabili nell’immediato, il risultato concreto della loro politica è l’ampliamento continuo delle discariche, come quella delle Crete a Orvieto. Si tratta di un paradosso clamoroso: se i 5 Stelle fossero davvero coerenti con i propri principi, non avrebbero mai dovuto accettare l’allargamento di un impianto che comporta notevoli impatti e costi gravosi, sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale, a totale discapito della collettività. Ma la storia ci insegna che la coerenza non appartiene esattamente al patrimonio genetico dei 5 Stelle, come ben rappresentato dalle camaleontiche doti del loro leader Giuseppe Conte.
Riteniamo che sia stata accantonata con troppa fretta l’idea di valutare la realizzazione di un termovalorizzatore moderno e di nuova generazione in un altro territorio idoneo dell’Umbria. Azione considera i termovalorizzatori di ultima generazione con recupero energetico una tecnologia fondamentale e imprescindible per chiudere concretamente il ciclo dei rifiuti, ridurre al minimo il ricorso alle discariche e produrre energia pulita. L’Europa ce lo insegna con modelli virtuosi di integrazione urbana e sostenibilità: si pensi all’impianto CopenHill di Copenaghen, una struttura all’avanguardia priva di impatto odore-emissivo che produce elettricità per centinaia di migliaia di famiglie ospitando persino una pista da sci sul tetto, o al termovalorizzatore di Spittelau a Vienna, perfettamente integrato nel centro cittadino e in grado di scaldare oltre 60.000 abitazioni.
Tutto questo in totale coerenza con le indicazioni europee sulla gerarchia dei rifiuti, che mettono al centro riduzione, riuso, riciclo e recupero energetico, lasciando lo smaltimento in discarica solo come ultimissima e residuale opzione.
Definire questi impianti moderni con il termine spregiativo di “inceneritori” è una mistificazione puramente ideologica. Basta guardare a quanto sta accadendo a Roma, dove il Sindaco Roberto Gualtieri sta realizzando un impianto di nuova concezione che permetterà non solo di chiudere il ciclo e azzerare i costi di trasporto verso altre regioni, ma anche di produrre energia a beneficio della collettività con la previsione concreta di abbattere la TARI per i cittadini. Viene spontaneo chiedere allora al PD regionale: ma come mai se a Roma la termovalorizzazione è considerata una scelta progressista, necessaria e di buonsenso economico, in Umbria lo stesso Partito Democratico balbetta, piega la testa ai veti ideologici dei 5 Stelle e considera superata una tecnologia indispensabile?
Gli esponenti di Azione lo dicono da tempo: la transizione ecologica si fa con la scienza e la tecnologia, guardando all’interesse esclusivo dei cittadini e non con i “no” a prescindere. Servono impianti di selezione, riciclo e termovalorizzazione strutturata.
Ecco perché noi non possiamo stare dentro questo “Patto Avanti” che ideologizza e riduce tutto a una battaglia politica demagogica. Noi siamo impegnati a costruire un’alternativa seria e siamo al lavoro, insieme ad altri, per strutturare un’area politica concreta, riformista e di buonsenso, che mette al centro i reali bisogni della comunità, i cittadini e i loro problemi con l’obiettivo chiaro e netto di risolverli».


