Verso le elezioni/2. Segnali da Roma: Meloni vuole candidati fedelissimi. Il Pd riflette sugli amministratori locali

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | In Fdi riparte la giostra sulle indicazioni della premier: da Prisco ad Agabiti a Zaffini a Pace, ma anche con Squarta pronto e fino a Laffranco. Il Pd parte da Ascani e Trappolino o Sereni e nuovi dubbi. La strada Acquaroli per Romizi, ma con incognite

di Marco Brunacci

PERUGIA – Verso le elezioni, seconda puntata. C’è già una discreta tensione negli ambienti degli addetti ai lavori e tra i pretendenti al soglio parlamentare.
Il derby di Terni, di cui abbiamo scritto, tra Trappolino e Marina Sereni e la praticamente certa conferma di Anna Ascani, non sono tutto quel che succede nel Pd, partito leader di questo Campo largo nazionale che guarda all’Umbria, ma stenta ancora a decollare a livello nazionale.
C’è una scuola di pensiero che si sta facendo largo a Roma e che punta ad avvantaggiare come candidati coloro che non hanno cariche amministrative, anche se qui in Umbria i bookmakers scommettono sulle candidature del vice presidente della attuale giunta regionale, Tommaso Bori, e dell’assessore a turismo e agricoltura, SImona Meloni.
Ma è il rapporto tra Cinque Stelle e Pd il terreno sul quale si possono ancora registrare le più importanti fibrillazioni. Tutte ancora da monitorare.
Anche perchè in tanti sono convinti che la data delle elezioni è ancora in bilico, tra aprile e ottobre. E questo nonostante Giorgia Meloni sia stata chiara: andiamo fino in fondo ai 5 anni.
Probabilmente ribadirà la data di ottobre 2027 anche alla manifestazione che i partiti del centrodestra stanno organizzando per il prossimo fine settembre a Roma per celebrare il loro governo, come il più stabile che mai l’Italia abbia avuto..
Ma Giorgia Meloni su una cosa è stata ancora più chiara: nelle griglie di partenza della prossima competizione elettorale vuole solo suoi fedelissimi. E’ rimasta scottata dal voto di sfiducia sulla preferenze alla Camera e non intende rischiare nella prossima legislatura.
Ecco così che in Fdi riparte di nuovo il toto candidature. Fdi si ritrova col segretario regionale Prisco da riconfermare, Paola Agabiti ed Eleonora Pace in lizza tra loro. Franco Zaffini che, se passano le preferenze nella nuova legge elettorale, è davvero difficile da escludere.
Mentre il capitolo fedelissimi automaticamente include Marco Squarta, attuale eurodeputato, anche lui forte in preferenze. Se poi il progetto di qualche mente romana su Pietro Laffranco si materializzasse, ecco che il “parterre de roi” di Fdi sarebbe il più affollato.
Per altro non sfugge che in Umbria 3 posti nel prossimo Parlamento sono assicurati per Fratelli d’Italia come, nel campo avverso, 3 sono certi per il Pd.
Il quarto può scattare al Pd o a Fdi a seconda della coalizione che prevarrà.
Questo ragionamento ha con sé anche un corollario: gli alleati di Pd, da una parte, e di Fdi, dall’altra, avranno problemi a piazzare i loro campioni.
In Forza Italia, con questa incognita, avanza la candidatura di Andrea Romizi, il quale potrebbe poi seguire la strada fatta da Acquaroli: prima Roma, poi la corsa (magari vincente) per il centrodestra come presidente della Regione, dopo un paio di anni. Mentre, nel Campo largo, Avs riflette. Niente per loro però sembra garantito.
La verità è che i ragionamenti, al di là di Fdi e Pd, sono prematuri finchè non sarà chiaro lo schieramento di partenza: Vannacci è un’incognita, come lo è il ritorno sulla scena di Grillo contro Conte, magari con Di Battista pronto a fare il battitore libero (e di Di Maio dietro le quinte, ma non troppo).

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