Viale Borzacchini: quella superstrada è un pericolo

Il pazzesco incidente della terza domenica di agosto ripropone il problema della sicurezza di un percorso urbano ad alta velocità

TERNI – Il pazzesco scontro tra quattro auto di domenica 16 agosto – il bilancio è di nove feriti, di cui 4 gravi – ripropone il tema della sicurezza di viale Borzacchini. Un’arteria catalogata come strada urbana che è a tutti gli effetti una superstrada. Infatti ci sono quattro corsie, con tanto di spartitraffico. E c’è soprattutto l’alta velocità, che si associa più ad una superstrada che ad un viale di accesso al centro città.  Le auto sfrecciano a medie sostenute, come dimostra lo stesso incidente di domenica pomeriggio: l’ipotesi che due delle quattro vetture fossero vicine ai cento chilometri all’ora è al vaglio degli inquirenti. Non solo. Su viale Borzacchini non ci sono rilevatori di velocità fissi.

Il box arancione che posizionato al centro del cavalcavia (direzione centro abitato) per ospitare l’autovelox è vuoto. Una jungla urbana, con mezzi che sfrecciano, altri che si immettono in viale Borzacchini,  altri ancora che abbandonano le corsie per svoltare in direzione cimiterio o verso Cardeto. A complicare ancora di più la situazione, la presenza, in entrambi i sensi di marcia, di distributori di benzina che hanno corsie di accesso e di uscita davvero risicate. La sicurezza, insomma,  è davvero un problema se si considera che il cavalcavia sulla Terni – Sulmona non ha adeguate protezioni ma solo una ringhiera in ferro degli anni Ottanta. Non è un caso che una delle quattro auto convolte nel  nel gravissimo sinistro di ieri, abbia rischiato di finire di sotto.

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