«Gli anni migliori? Quelli del Covid, quando ci si improvvisava pittori e giardinieri. Poi il lavoro è stato pari a zero per colpa del caro vita»
TERNI – «La Ztl non c’entra. Chiudo perché il lavoro è pari a zero ormai da un anno». Mauro De Santis, il ferramenta di via del Tribunale che dieci anni fa ci ha lasciato il posto in una grande azienda per aprire un negozio specializzato in centro a Terni, saluta il 30 ottobre. Abbassa definitivamente le saracinesche Ferramenta MD, punto di rifernimento per commercianti, residenti, dipendenti pubblici, professionisti e operai (a pochi metri ci sono tre grossi cantieri), che si sono sempre rivolti a Mauro per rifornirsi del materiale per fare ritocchi in casa, per duplicare le chiavi, per un semplice consiglio. Un’attività con un ruolo concreto nel tessuto sociale cittadino, per il tipo di servizio che offre. A Mauro si sono rivolte signore che non hanno mai preso un cacciavite in mano e che pure tenevano nel ripostiglio la valigetta degli attrezzi confezionata proprio da lui. «Per ogni evenienza», la parola d’ordine. Mamme e nonne che la hanno fatta fare anche a misura di figli e ai nipoti che sono andati a studiare fuori città o a vivere da soli. «Un classico – ammette Mauro De Santis – sebbene tra i regali fatti in ferramenta, anche da mettere sotto l’albero a Natale – ci sono stati trapani avvitatori, barbecue, bistecchiere, kit per imbiancare (tempere comprese), parascintille per il camino, guanti da lavoro, spray al peperoncino e torce da borsetta. Soprattutto dopo il Covid».
Paradossalmente, gli anni sciagurati della pandemia sono stati i migliori per la ferramenta di via del Tribunale. «Le limitazioni agli spostamenti e soprattutto la paura per la diffusione di nuovi contagi – spiega – hanno spinto molti ternani ad imbiancare e a fare giardinaggio da soli. Tutti, ovviamente, alle prime armi a chiedermi come diluire la tempera, con cosa coprire i pavimenti, quali protezioni indossare. Clienti che poi sono tornati per altri piccoli lavoretti. Poi, il movimento è calato. I prodotti sono aumentati, gli stipendi no. Ad un certo punto mi sono reso conto che lavoravo solo i primi dieci giorni del mese, quando arrivano le pensioni. E vabbè, la città invecchia. Ma negli ultimi mesi neanche i pensionati spendono più. Pure loro costretti a contenere le spesa a causa dei rincari. In conclusione, non posso fare altro che salutare gli amici di via e trovare una nuova occupazione».


