CO. MA.
TERNI – Hanno mostrato i canini per giorni ma poi al dunque sono finiti nella cuccia di Stefano Bandecchi. Gli Sciossionisti hanno fatto fiamme e fuoco ma poi al dunque hanno alzato la mano approvando l’ordine del giorno proposto dal sindaco. Compresa la decisione di affidare alla gestione privata i due asili comunali freschissimi di restauro del Pnrr.
Andrea Colasanti, Andrea Sterlini, Federica Mengaroni e Marina Severoni che hanno dato vita al gruppo autonomo Con Bandecchi per Terni non se la sono sentita di dar luogo alla crisi politica. Domenica hanno fatto trapelare che non si sarebbero seduti in consiglio comunale perché il sindaco Bandecchi nella chat della maggioranza sulla vicenda degli asili ai privati li aveva pesantemente aggettivati. Soprattutto non li aveva ricevuti. E così alle ore 10 di lunedì i quattro dell’Ave Maria non si sono seduti in aula. Non hanno dato il loro contributo al raggiungimento del numero legale.
Ma ecco che sono finiti in fuorigioco. Perché si sono seduti insieme ai consiglieri di Alternativa Popolare i due semi oppositori Francesco Ferranti e Valdimiro Orsini. Ma il contributo decisivo per il numero legale è arrivato inaspettatamente da Orlando Masselli, il neo leader di Futuro Nazionale. Un appoggio inaspettato ma non troppo: Gianni Alemanno, uno dei capi nazionali di Futuro Nazionale, un paio di giorni fa nella sala del consiglio comunale di Terni aveva definito Stefano Bandecchi “un amico”.
I quattro Scissionisti, preso atto che anche senza di loro il numero legale c’era, sono dunque entrati nell’aula del consiglio comunale. Dimostrando di aver compreso la lezione, si sono accodati alle direttive del sindaco votando tutti i punti all’ordine del giorno. Sugli asili ai privati hanno presentato un emendamento sulle manutenzione che dai più è stato definito più formale che sostanziale. Un emendamento che è stato accolto senza problemi dal resto della maggioranza.
Insomma tanto rumore per nulla. Tant’ è che sui social qualcuno ha rappresentato i quattro dell’oca selvaggia come quattro pecorelle.


