Roberto Pastura (FDI): «Bandecchi dice che i dipendenti sono troppi. Ma rispetto a cosa?»
TERNI – «Bandecchi sostiene che i dipendenti comunali siano troppi. Troppi rispetto a quali servizi, a quali carichi di lavoro, a quali necessità della città? Senza questi elementi – dichiara il capogruppo di Fdi Roberto Pastura – non è un’analisi piuttosto una provocazione sulla quale le opposizioni di sinistra e il solito sindacato di apparato si lasciano trascinare.
A chi aspetta un permesso, a un’impresa che deve avviare un’attività, a una famiglia che cerca un servizio, interessa ricevere una risposta corretta e in tempi ragionevoli. Il dipendente comunale ha bisogno di strumenti, competenze e di un’organizzazione che gli consentano di fare bene il proprio lavoro ed è da qui che dovrebbe partire la discussione.
Rispetto all’organizzazione del lavoro l’intelligenza artificiale sta cambiando il lavoro intellettuale e amministrativo, e continuerà a farlo, nonché il modo di leggere e confrontare documenti, elaborare informazioni, preparare atti e assistere le persone. Non cambiano soltanto gli strumenti, cambia il contenuto delle mansioni e le professionalità necessarie.
Alcune attività potranno essere automatizzate, altre semplificate. Servono nuove competenze per gestire i dati, verificare l’affidabilità dei risultati e tutelare le informazioni mantenendo riconoscibile la responsabilità delle decisioni. Il tempo recuperato deve tradursi in meno attese e maggiore attenzione ai bisogni dei cittadini.
La domanda, allora, non è quanti dipendenti tagliare, ma come preparare il Comune a questo cambiamento.
Occorre ripensare i servizi, cercare le professionalità mancanti e investire nella formazione specialistica di chi già lavora nell’ente. Anche i prossimi pensionamenti vanno affrontati in questa prospettiva; non semplicemente posti da cancellare o sostituire, ma un passaggio da programmare, senza disperdere esperienza e conoscenze. Un lavoro da costruire con i dirigenti, le organizzazioni sindacali e le Rsu. Nessun dipendente dovrebbe essere lasciato solo davanti a una trasformazione di questa portata.
Quanto alla produttività dei dipendenti della Pa, non servono né accuse collettive né difese d’ufficio. Bisogna capire dove e perché il lavoro si blocca; mancano persone, competenze, strumenti? Oppure ci sono responsabilità individuali e dirigenziali da affrontare? Sono problemi diversi, che richiedono risposte diverse e metterli tutti sotto l’etichetta dei “dipendenti di troppo” non ne risolve nessuno e sposta tutto il dibattito a caciara.
Bandecchi, che ha anche la delega al personale, ci dica quali servizi intende riorganizzare, quali competenze vuole portare in Comune e quale formazione vuole offrire ai dipendenti. Il Comune del futuro non si costruisce contando le persone, ma sapendo quale lavoro dovranno fare e mettendole nelle condizioni di farlo bene»


