Il “nuovo” ospedale di Terni tra storia e realtà attuale

«Il sito di Colle Obito è stato individuato anche per ragioni di politica urbanistica, in vista del nuovo assetto territoriale»

Luigi Gentile (agente immobiliare(

TERNI – Nel dopoguerra, tra le tante necessità e priorità della ricostruzione vi è stata quella di dotare Terni di un moderno ospedale. Nell’ immediatezza si è ristrutturato il vecchio e fatiscente edificio, per permettere sia la continuità dell’ assistenza, che la prossimità territoriale alla popolazione, in grande maggioranza residente nel centro urbano.

Successivamente nella città che si ridisegnava socialmente ed urbanisticamente, il Governo nazionale, il Comune e l’ amministrazione ospedaliera, con l’ importante opera della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni, hanno sinergicamente lavorato per costruire un nuovo, moderno ed efficiente nosocomio.

E’ opportuno ricordare come il sito di Colle Obito sia stato individuato oltre che per la salubrità dei luoghi, anche per ragioni di politica urbanistica, in vista del nuovo assetto territoriale che avrebbe caratterizzato Terni negli anni avvenire.

La lungimiranza e la tenacia, di alcuni dei protagonisti di allora, (tra cui ricordo Poliuto Chiappini, Filippo Micheli e Terenzio Malvetani), ci hanno consegnato decenni di certezze e “il Santa Maria”, con le professionalità che ha espresso ed esprime, è patrimonio dell’ intera comunità locale.

La realtà attuale vede Terni profondamente cambiata, come allora vi è la necessità di studiare un nuovo assetto per la città dell’ acciaio, con la novità negativa del decremento demografico. Una delle azioni per contrastare questo grande male diffuso è certamente la rigenerazione urbana. Rigenerare significa altro rispetto a ristrutturare. Riguarda ogni intervento volto a recuperare strutture esistenti o colmare vuoti urbani, non solo sotto l’ aspetto strutturale ma anche dal punto di vista della funzione sociale, al fine di dare risposte concrete alla continua richiesta di servizi, da parte dei cittadini e per incontrare le esigenze di potenziali nuovi residenti. In un capoluogo di provincia, con poco più di 100mila abitanti, l’ unico nosocomio cittadino ha un impatto sociale ed economico di enorme rilievo per la comunità residente. In questo contesto la discussione sul “nuovo” ospedale, dovrebbe rientrare, a pieno titolo, in una discussione più ampia e generale riguardante una nuova idea di Città.

A mio modesto parere aprire il confronto sul come e sul dove realizzare il “nuovo” edificio nosocomiale pone le condizioni e rende opportuno l’ elaborazione di un nuovo Piano Regolatore per Terni.

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