di ELENA CECCONELLI
TERNI – TERNI – Dal 2019 porta avanti progetti di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), conosciuti più comunemente come Pet Therapy, all’interno di strutture socio-sanitarie, assistenziali ed educative. È Ability Dog & Pets, Associazione di Promozione Sociale che oggi ha sede a Terni, presso il Centro per l’Autonomia Umbro, e che negli anni ha sviluppato numerose esperienze tra Umbria e Lazio. L’associazione ha raccontato a Umbria7 la propria storia, le attività e la filosofia che guida il lavoro degli operatori e dei loro compagni a quattro zampe: costruire, attraverso la relazione tra persona e animale, occasioni di benessere, socialità, stimolazione e crescita.
Com’è nata l’associazione nel 2019 e qual è la vostra missione principale? «L’associazione nasce a Roma nel 2019 con l’obiettivo di portare gli Interventi Assistiti con gli Animali all’interno di strutture sociosanitarie, assistenziali ed educative, offrendo alle persone che le frequentano occasioni di benessere attraverso la relazione uomo-animale. Fin dall’inizio abbiamo creduto nel valore di questa relazione come strumento capace di creare connessioni, stimolare la partecipazione e favorire il benessere della persona».
Quanto è importante per voi la sede presso il Centro per l’Autonomia Umbro di Terni? «Dal 2021 abbiamo trasferito la sede legale a Terni, con l’obiettivo di sviluppare sempre di più queste attività sul territorio umbro. Da circa due anni siamo stabilmente presso il Centro per l’Autonomia Umbro, dove realizziamo interventi individuali e corsi di formazione. La maggior parte del nostro lavoro, però, per quanto riguarda gli IAA, si svolge direttamente nelle strutture dove ci rechiamo con i nostri cani».
In quali tipi di strutture e scuole operate oggi tra Umbria e Lazio? «Nel corso degli anni abbiamo realizzato progetti in diverse realtà. In passato abbiamo portato avanti attività presso il Centro di Occupazione ed Educazione Sociosanitaria di Roma, in centri diurni e in scuole primarie del territorio romano. Oggi la nostra attività si concentra soprattutto in Umbria, dove collaboriamo con strutture che accolgono persone con diverse esigenze, oltre a portare avanti progetti rivolti alla popolazione anziana».
Da quanti anni collaborate con l’ASL Umbria 2 e la cooperativa Helios? «Da quattro anni realizziamo progetti di IAA rivolti a ragazzi di diverse età e con differenti tipologie di disabilità all’interno di sette centri diurni dell’ASL Umbria 2, in collaborazione con la cooperativa Helios. È una collaborazione che ci permette di portare avanti un lavoro continuativo e strutturato, costruito sulle caratteristiche e sulle necessità delle persone coinvolte».
Quali sono i 7 centri diurni coinvolti e che tipo di utenza accolgono? «I centri coinvolti sono Arcobaleno, Girasole, Macondo, Spazio Insieme, Agorà, La Cometa e Sant’Efebo. Si tratta di realtà che accolgono ragazzi e persone con diverse età e tipologie di disabilità. Proprio per questo gli interventi vengono progettati tenendo conto delle caratteristiche individuali e degli obiettivi specifici di ciascun percorso».
Come si svolgono i percorsi di Pet Therapy all’interno dei centri diurni? «Le attività cambiano in base all’utenza e agli obiettivi individuati. In alcuni contesti possono avere finalità prettamente terapeutiche, mentre in altri assumono una valenza educativo-pedagogica oppure ludico-ricreativa. Il cane diventa un elemento della relazione e dell’intervento e, attraverso attività strutturate, si lavora sulle specifiche esigenze della persona».
Com’è nato il progetto dedicato agli over 65 insieme alla cooperativa ACTL? «Dallo scorso anno abbiamo avviato un progetto rivolto agli over 65 autosufficienti, in collaborazione con la cooperativa ACTL, presso il Centro sociale Tacito. È nato dalla volontà di ampliare ulteriormente le fasce di popolazione alle quali poter proporre gli IAA, portando la relazione con l’animale anche in un contesto dedicato alla terza età».
Quali sono i principali benefici riscontrati negli anziani coinvolti? «Ogni persona risponde in maniera diversa, quindi non possiamo parlare di un unico beneficio valido per tutti. Quello che osserviamo è soprattutto il valore della relazione, della socializzazione e della partecipazione. La presenza dell’animale può diventare uno stimolo per interagire, comunicare, ricordare e condividere esperienze con gli altri partecipanti. Gli obiettivi vengono comunque definiti in funzione del singolo progetto e delle persone coinvolte».
Come cambiano le attività quando vi spostate dalle strutture agli istituti scolastici? «In ambito scolastico la componente educativa e pedagogica assume un ruolo particolarmente importante. Le attività vengono costruite in funzione dell’età degli alunni e degli obiettivi del progetto. L’animale può diventare un mediatore per favorire attenzione, comunicazione, collaborazione e conoscenza, sempre attraverso attività adeguate al contesto scolastico».
Chi sono i vostri animali e di che specie o razze si tratta? «Attualmente lavoriamo con i cani. Ci piacerebbe, però, poter coinvolgere in futuro anche altre specie. Le Linee Guida Nazionali sugli IAA prevedono infatti, oltre al cane, anche gatto, coniglio, asino e cavallo. L’idea è quindi quella di ampliare progressivamente la nostra équipe, sempre nel rispetto dei requisiti previsti».
Come capite se un animale è adatto a lavorare con le persone? «Gli animali coinvolti negli IAA, così come le persone che svolgono questo lavoro, devono seguire uno specifico percorso di formazione. Inoltre, per ogni singolo progetto, l’animale deve ricevere un’abilitazione sanitaria e comportamentale da parte del veterinario dell’équipe. È il veterinario a valutare l’idoneità dell’animale e a stabilire, in relazione al progetto, la durata degli interventi e i necessari tempi di riposo».
Come garantite il benessere e il riposo degli animali durante i progetti? «Il benessere dell’animale è una priorità. Il cane viene monitorato costantemente dal proprio coadiutore e il veterinario lo rivaluta durante il percorso e al termine degli incontri. Vengono inoltre stabiliti i tempi di lavoro e quelli di riposo necessari. L’animale non è semplicemente uno strumento dell’intervento: è un soggetto coinvolto nella relazione e il suo benessere deve essere tutelato in ogni fase».
Da quali figure professionali è composta la vostra équipe di lavoro? «Attualmente la nostra équipe operativa è composta da tre coadiutori del cane, un referente d’intervento, che è una figura con laurea sanitaria e segue principalmente l’utente durante gli interventi, un educatore cinofilo, un addestratore e la veterinaria. È proprio la presenza di competenze diverse a permetterci di costruire e gestire gli interventi in maniera multidisciplinare».
Qual è la reazione più comune delle persone quando vedono arrivare gli animali? «Gli utenti sono generalmente molto contenti. Spesso iniziano a chiamare i cani già quando ci vedono arrivare nel parcheggio. Gli operatori dei centri ci hanno raccontato che, durante la settimana, i ragazzi chiedono più volte quando torneranno i cani e aspettano con entusiasmo il giorno stabilito per l’attività. È una delle cose che ci restituisce maggiormente il senso del lavoro che facciamo».
Quali sono i requisiti principali per chi vuole avvicinarsi al mondo degli IAA? «È un settore che richiede formazione specifica e conoscenza delle Linee Guida Nazionali, dei diversi ruoli e delle figure professionali coinvolte. Periodicamente organizziamo seminari informativi per chi vuole avvicinarsi al mondo degli IAA, durante i quali illustriamo proprio le linee guida, i ruoli, la formazione e le attività. Attraverso le nostre pagine social è possibile conoscere le prossime edizioni e richiedere informazioni».
Qual è il sogno o il prossimo obiettivo nel futuro di Ability Dog & Pets? «Il nostro sogno è poter contribuire il più possibile alla diffusione degli Interventi Assistiti con gli Animali sul territorio regionale. Vorremmo far conoscere sempre di più queste attività e mettere in luce il valore del benessere reciproco che può nascere dalla relazione uomo-animale. Continueremo quindi a lavorare per sviluppare nuovi progetti, coinvolgere nuove realtà e portare questa esperienza a un numero sempre maggiore di persone».










