La sindaca Ferdinandi in visita alla Centrale del 118. «Un’eccellenza nel cuore della nostra città»

L’incontro con gli operatori

PERUGIA – Si è svolta questa mattina (giovedì 3 settembre) la prima visita della sindaca Vittoria Ferdinandi, nella nuova sede della Centrale operativa regionale del 118, situata in via Enrico dal Pozzo. Erano presenti anche l’assessora regionale Simona Meloni con delega al Pnrr, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia Antonio D’Urso, il direttore del Dipartimento di Emergenza e Urgenza Paolo Groff, il direttore della Centrale operativa Francesco Borgognoni e il consigliere comunale di Perugia per la sanità pubblica, Fabrizio Ferranti.

“Questa mattina – ha detto la sindaca – ho voluto essere presente, di persona, nella nuova sede della Centrale operativa regionale del 118, perché credo profondamente che il sindaco sia la prima autorità responsabile della salute dei propri cittadini. Non è una responsabilità che si esaurisce negli uffici comunali: si esercita anche ascoltando chi, ogni giorno, tiene in piedi un sistema che salva vite. Quello che ho trovato qui è un’eccellenza nel cuore della nostra città, una squadra di professionisti — infermieri, medici, tecnici, autisti soccorritori, équipe dell’elisoccorso — che lavora senza sosta, con una dedizione silenziosa che troppo spesso diamo per scontata. È a loro che dobbiamo la certezza di essere raggiunti, in qualunque momento, quando la vita si fa fragile. Per questo la mia visita non è stata solo un gesto simbolico. Chi lavora per salvare vite ogni giorno deve poterlo fare nelle migliori condizioni, e su questo il Comune farà la propria parte, in stretto raccordo con la Regione e l’Azienda ospedaliera. Credo che la salute pubblica sia il primo terreno su cui si misura la tenuta di una comunità, non basta curare l’emergenza, bisogna costruire attorno a chi cura le condizioni per farlo bene. È un impegno che la mia amministrazione, insieme alla mia giunta, porta avanti con continuità, perché ogni cittadino possa contare su servizi territoriali capaci di esprimere fino in fondo il proprio valore”.
Dopo un giro tra le postazioni di lavoro, la sindaca Ferdinandi ha quindi partecipato a un incontro con numerosi operatori, insieme all’assessore regionale e al direttore generale, per recepirne le istanze.
Il direttore generale D’Urso ha ricordato che “la Centrale Unica Regionale del 118 è un gioiello del sistema sanitario regionale, capace di garantire rapidità, tempestività e qualità d’intervento proprio nei confronti di persone che versano in un momento di grave fragilità e nel luogo stesso in cui si trovano”. “Questo – ha proseguito – mi sembra un grande valore da custodire e tutelare. E’ un sistema complesso che impegna molti uomini e donne con diverse professionalità e che richiede impegno 24 ore al giorno, tutti i giorni della settimana per tutti i giorni dell’anno, oltre a consistenti risorse da parte del sistema sanitario regionale”.
Il direttore Borgognoni ha fornito alcuni dati. Gli interventi della Centrale operativa, unica a livello regionale, gestita e finanziata dall’Azienda ospedaliera, sono in continua crescita. “Da circa 70mila interventi all’anno in era pre-COVID – ha ricordato – siamo arrivati nel 2025 a oltre 95.100 e, secondo le previsioni, a fine 2026 saranno circa 97mila-98mila. Si tratta di numeri significativi con circa 270 interventi al giorno”. Ogni turno prevede cinque infermieri alle workstation e un medico che interviene per casi particolari che necessitano di una seconda opinione. La Centrale gestisce le chiamate provenienti dal Nue (Numero unico europeo) 112 di Ancona, con dispatch (intervista mirata dal punto di vista sanitario), inquadramento del codice di gravità e invio del mezzo più opportuno per logistica e composizione della équipe. Variegate le professionalità coinvolte: tecnici Sasu, autisti soccorritori, soccorritori, infermieri, medici e l’équipe dell’elisoccorso. La Centrale gestisce oltre 50 mezzi in tutta la regione (ambulanze di varie tipologie, automediche, natante per le isole del Trasimeno ed elicottero). “Il caldo ha inciso sull’aumento delle chiamate – ha detto ancora Borgognoni -, ma incidono anche i sinistri stradali: in Umbria la casistica è elevata rispetto alla popolazione”.

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