Nuova ecologia urbana, la ricerca dell’Università di Perugia guarda al futuro di Terni

Economia, salute, innovazione, comunità e sostenibilità al centro del progetto multidisciplinare presentato alla BCT. L’obiettivo è rafforzare il rapporto tra Ateneo e territorio

TERNI – Una ricerca multidisciplinare per leggere le trasformazioni del territorio ternano e individuare nuove prospettive di sviluppo capaci di mettere insieme sostenibilità, innovazione e benessere della comunità. È questo il filo conduttore del progetto “Per una nuova ecologia urbana nell’area ternana. Prospettive e interventi multidisciplinari”, promosso dall’Università degli Studi di Perugia e dal Polo Scientifico Didattico di Terni e realizzato con il contributo della Fondazione Carit attraverso il bando n. 1/2024. I risultati del lavoro sono stati presentati il 2 settembre alla BCT – Biblioteca Comunale di Terni, nel corso di un convegno che ha riunito docenti e ricercatori di diverse discipline. Un momento di confronto e di restituzione al territorio, pensato per fare il punto sulle attività sviluppate dall’Ateneo e, allo stesso tempo, per individuare possibili traiettorie di sviluppo per il futuro dell’area ternana. Ad aprire i lavori è stato il professor Stefano Brancorsini, direttore del Polo Scientifico Didattico di Terni e docente di Patologia Clinica all’Università degli Studi di Perugia, che ha portato anche il saluto del presidente della Fondazione Carit, avvocato Emiliano Strinati. Brancorsini ha evidenziato il valore di un progetto che ha coinvolto diverse anime dell’Università presenti sul territorio: dall’area socio-antropologica e sociale a quella medica, dall’ingegneria alla fisica, fino all’economia. Un insieme di competenze che conferma il ruolo dell’Ateneo non soltanto sul piano culturale e formativo, ma anche come soggetto capace di contribuire alla crescita economica attraverso innovazione, tecnologia, terza missione e confronto con istituzioni, imprese e associazioni di categoria.

Nel corso del suo intervento, il direttore del Polo Scientifico Didattico ha inoltre richiamato il percorso di rafforzamento della presenza dell’Università a Terni, indicando nel futuro dipartimento sul territorio un ulteriore passaggio di questo processo. Una struttura destinata a rendere più efficiente la governance dell’Ateneo e a consolidare una presenza costruita negli anni attraverso il lavoro di docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo. A coordinare il convegno è stato il professor Fabio D’Andrea, del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione e responsabile scientifico del progetto. Il concetto di “nuova ecologia urbana” è stato affrontato non soltanto nella sua dimensione ambientale, ma come una prospettiva più ampia, capace di coinvolgere il modo in cui una comunità vive, produce, si relaziona e costruisce il proprio futuro. Il progetto si è sviluppato lungo cinque principali ambiti: economia, sanità, scienza, società e tecnologia. Un approccio che ha permesso di mettere in relazione temi differenti, ma accomunati dalla necessità di accompagnare le trasformazioni del territorio attraverso una visione integrata. Sul fronte economico, il professor Fabio Santini ha presentato il progetto, mentre la dottoressa Amanda Carotti ha approfondito il cambiamento della sensibilità delle imprese del territorio rispetto ai temi della sostenibilità, dell’innovazione e della tutela dei consumatori. Il professor Duccio Martelli ha invece illustrato l’esperienza del Decision Making Neurolab, pensata come ponte tra Università e territorio.

Ampio spazio è stato dedicato alla dimensione sociale. Il professor Raffaele Federici ha proposto una riflessione sulle metamorfosi sociali, mentre la professoressa Isabella Corvino e la dottoressa Pina Sodano hanno approfondito il tema delle relazioni, degli indicatori utilizzabili per interpretarle e dei processi di costruzione delle comunità. La ricerca ha affrontato anche il rapporto tra scienza, tecnologia e nuovi materiali. I professori Daniele Fioretto e Giovanni Carlotti hanno presentato le attività dedicate all’analisi delle proprietà elastiche e viscoelastiche dei materiali attraverso tecniche di spettroscopia ottica ad altissima risoluzione, sviluppate anche presso il Polo universitario di Pentima. Tra gli argomenti di maggiore rilievo, il rapporto tra inquinamento ambientale e salute. Le professoresse Francesca Mancuso e Marina Maria Bellet hanno illustrato le ricerche dedicate alla fertilità maschile e agli effetti dell’esposizione ai nanoinquinanti, con particolare attenzione al possibile ruolo protettivo della melatonina, anche nell’ambito di studi rivolti a pazienti oncologici. La parte conclusiva del convegno è stata dedicata ai materiali innovativi e all’economia circolare. Il professor Roberto Marsili ha affrontato l’analisi dinamico-meccanica dei materiali, mentre i professori Francesco Fantozzi e Mauro Zampilli hanno presentato uno studio sulla produzione di bio-carbone a partire da residui agroindustriali per la realizzazione di elettrodi.

Il professor Luca Valentini ha approfondito le potenzialità di bio-grafene, seta e materiali funzionali, mentre il professor Stefano Saetta ha illustrato soluzioni impiantistiche finalizzate a rendere più sostenibili i processi produttivi industriali, con un focus sui leganti inorganici utilizzati in fonderia. Il quadro emerso dalla giornata è quello di un territorio che può affrontare le proprie trasformazioni attraverso una maggiore integrazione tra competenze, ricerca e realtà produttive. L’idea di nuova ecologia urbana proposta dall’Università di Perugia non riguarda quindi soltanto la sostenibilità ambientale, ma comprende salute, qualità delle relazioni sociali, innovazione tecnologica, competitività delle imprese e capacità di costruire nuove forme di comunità. Il convegno alla BCT ha rappresentato così non soltanto la conclusione di una fase progettuale, ma soprattutto un momento di restituzione pubblica della ricerca sviluppata sul territorio. Un percorso che punta a rafforzare il rapporto tra Università, istituzioni, imprese e comunità locali, facendo della conoscenza scientifica uno strumento concreto per accompagnare lo sviluppo dell’area ternana. La sfida per il futuro sarà riuscire a tenere insieme competitività e sostenibilità, innovazione tecnologica e qualità della vita, crescita economica e benessere collettivo. È proprio in questo equilibrio che la ricerca individua una possibile nuova idea di ecologia urbana per Terni.

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