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Palazzo Spada, grandi manovre per fare contenti tutti

Bandecchi pronto a riprendere Cardinali in giunta. Per Corridore è sempre più ardua

CO. MA.

TERNI – Un settembre di grandi manovre per Stefano Bandecchi. Dopo aver riabbracciato Riccardo Corridore ed essersi affidato ai 4 scissionisti –  Severoni, Sterlini, Colasanti e Mengaroni  – il sindaco deve far quadrare i conti dei pesi politici. Riccardo Corridore – notizia delle ultime ore – non tornerà nell’esecutivo di Palazzo Spada: Bandecchi lo vorrebbe inserire nel gruppo dei fedelissimi ma il ritorno in giunta sarebbe troppo dirompente. C’è il rischio concreto che il gruppo di Ap si sfaldi,  senza contare che più di mezza giunta non vuole come vicino di banco. Ecco perché per l’ex vice sindaco è sempre più vicina la presidenza di Asm.  Sullo sfondo anche l’incarico di segretario politico di Dimensione Bandecchi, il nuovo partito del sindaco.

Di sicuro, Sergio Cardinali non rimarrà ai vertici della municipalizzata. Per due buoni motivi: perché Anac ha eccepito sulle procedure di nomina; perché Bandecchi ha bisogno di un assessore che sappia far girare le deleghe dello sviluppo economico come quando c’era, appunto, Cardinali.

A Gabriele Ghione rimarrebbe il commercio e andrebbe la delega alla sicurezza. Più complicato accontentare i quattro scissionisti. Il gruppo “Con Bandecchi per Terni”, al momento, vanta due presidenze di commissione consiliare. Andrea Sterlini e Marina Severoni,  però, ambiscono ad un incarico molto più pesante: la presidenza del consiglio comunale. Una casella che solleverebbe un vespaio, in quanto lì c’è Sara Francescageli. Toccarla, significherebbe aprire un altro fronte di guerra. E in questo momento il sindaco Bandecchi ha solo bisogno di pace e di voti.  

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