Pica (M5S) attacca Cardinali: «Il ricavo per Acea è certo, il risparmio per i ternani no»

Il presidente di ASM propone di utilizzare l’inceneritore di Maratta per trattare 30 mila tonnellate di rifiuti ternani. Daniele Pica chiede però numeri precisi sui costi e sulla possibile riduzione della TARIC

TERNI – «Il ricavo per ACEA è certo, il risparmio per i cittadini ternani è tutto da dimostrare». È questo il punto centrale dell’intervento di Daniele Pica del Movimento 5 Stelle, che interviene nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del presidente di ASM, Sergio Cardinali, sulla possibilità di utilizzare l’inceneritore di Maratta per trattare una parte dei rifiuti prodotti a Terni. Secondo Pica, la proposta di conferire circa 30 mila tonnellate di rifiuti ternani all’impianto ACEA, con l’obiettivo di ridurre il ricorso alla discarica di Orvieto e, potenzialmente, anche i costi della TARIC, necessita di dati economici dettagliati. «Cardinali invita a un confronto numeri alla mano – afferma Pica – ma proprio i numeri decisivi non vengono forniti. Quanto chiederebbe ACEA per ogni tonnellata conferita? Quanto costerebbero il trattamento necessario prima dell’incenerimento e la successiva gestione delle ceneri e degli altri residui? E quale sarebbe il costo complessivo rispetto al sistema attuale?». La domanda principale, secondo l’esponente pentastellato, riguarda però l’effettivo beneficio per le famiglie ternane. «Di quanti euro diminuirebbe concretamente la bolletta di una famiglia? Finché questi dati non vengono messi sul tavolo, il risparmio per i cittadini resta soltanto un’ipotesi. Una cosa invece è certa: se quelle 30 mila tonnellate entreranno nell’impianto di Maratta, ACEA riceverà un corrispettivo per trattarle». Pica sposta poi l’attenzione sul funzionamento della TARIC a Terni. «Prima di spiegare alla Regione come organizzare il ciclo dei rifiuti, Cardinali dovrebbe spiegare ai ternani come funziona la loro tariffa puntuale». Nel mirino finisce in particolare il sistema applicato alle utenze condominiali. «Una persona che vive sola e utilizza i bidoni comuni del condominio può vedersi comunque addebitati almeno 1.040 litri di rifiuto indifferenziato all’anno, l’equivalente di 26 svuotamenti di un secchio da 40 litri che non possiede. Che tariffa puntuale è – chiede Pica – se si paga comunque una quantità minima presunta di rifiuti, anche quando se ne producono molti meno?».

La posizione del Movimento 5 Stelle è netta: «Chi produce meno rifiuti deve pagare meno». L’esponente M5S solleva poi una questione di carattere istituzionale. Cardinali, ricorda Pica, non ricopre più il ruolo di assessore allo Sviluppo economico ma quello di presidente di ASM. La sua nomina, aggiunge, è oggetto di un procedimento di vigilanza da parte dell’ANAC sulla possibile inconferibilità dell’incarico in relazione al passaggio dalla Giunta comunale alla presidenza della società partecipata. «Quando Cardinali parla dell’inceneritore – chiede Pica – lo fa a titolo personale, per l’amministrazione Bandecchi oppure sta presentando una proposta industriale formalmente assunta da ASM? Se è una proposta ufficiale della società, ci mostri gli atti». Il tema, secondo Pica, riguarda anche i rapporti societari all’interno di ASM, partecipata dal Comune di Terni e dal gruppo ACEA, in vista della ridefinizione degli equilibri dei patti parasociali. Pica sottolinea inoltre come ACEA sia presente in diversi passaggi del sistema dei rifiuti ternano e umbro: socio privato di ASM, proprietaria dell’inceneritore di Terni e controllante di Orvieto Ambiente, società che gestisce la discarica di Orvieto e nella quale ASM detiene una partecipazione. «Se Cardinali propone di spostare 30 mila tonnellate dal circuito di Orvieto all’inceneritore ACEA di Terni – sostiene – deve mettere sul tavolo il conto economico completo. Quello che ancora non sappiamo è quanto risparmierebbe ASM e, soprattutto, quanto risparmierebbero i cittadini ternani». Secondo il coordinatore locale M5S, non sarebbe inoltre corretto assimilare semplicemente il materiale oggi utilizzato nell’impianto al rifiuto urbano residuo. «Pulper e rifiuto urbano non sono la stessa cosa: cambiano caratteristiche, trattamento necessario, emissioni e residui della combustione. Non è possibile paragonare le due cose soltanto sulla base del peso». Nel suo intervento, Pica affronta anche il tema del CSS e del futuro della discarica di Le Crete. «La posizione della Regione – afferma – è semplice: prima ridurre i rifiuti, poi recuperare quanta più materia possibile e solo alla fine recuperare energeticamente ciò che non può essere recuperato diversamente. Non è scritto da nessuna parte che il CSS prodotto in Umbria debba obbligatoriamente finire a Gubbio».

Quanto alla discarica di Orvieto, Pica contesta le ricostruzioni del presidente di ASM e della sindaca Roberta Tardani. «Il Piano rifiuti della Giunta Tesei prevedeva un nuovo inceneritore, ma lasciava Le Crete come una delle sole due discariche dell’Umbria destinate a restare operative. Il modello del centrodestra non era quindi l’inceneritore al posto della discarica, ma inceneritore e mantenimento della discarica di Orvieto». Pica rivendica poi i risultati ottenuti dalla nuova Giunta regionale guidata da Stefania Proietti. Secondo i dati citati dall’esponente M5S, nel 2025 i rifiuti speciali provenienti da fuori regione e conferiti nelle discariche umbre sarebbero scesi da quasi 47 mila a poco più di 22 mila tonnellate. Nello stesso periodo, aggiunge, i conferimenti complessivi in discarica sarebbero diminuiti del 23%, passando da oltre 225 mila a circa 174 mila tonnellate. «Questa è la direzione scelta dalla Giunta Proietti – afferma –: meno rifiuti da fuori regione e meno rifiuti in discarica». Nel comunicato non manca una critica anche alle dichiarazioni di Cardinali sulle scorie di AST. «Chiede ricerca, università, innovazione e collaborazione con l’industria – sostiene Pica – ma è esattamente la strada già avviata con l’Accordo di programma AST del 2025, sottoscritto dalla Giunta Proietti con il Governo, Arvedi e il Comune di Terni, quando Cardinali era assessore». L’esponente M5S torna inoltre sulla precedente proposta relativa al potenziamento della centrale turbogas Edison, indicata da Cardinali quando ricopriva l’incarico di assessore come possibile soluzione per AST. «Prima di dispensare ricette alla Regione – conclude Pica su questo punto – farebbe bene a ricordare come è finita l’ultima».

Pica interviene infine anche sull’Hub di Sviluppumbria di Strada delle Campore, oggi indicato da Cardinali come uno degli elementi centrali della sua visione per il futuro di Terni. «Appena pochi mesi fa – osserva – Bandecchi spiegava agli Stati generali dell’economia che Sviluppumbria a Terni non aveva sviluppato nulla. Oggi la stessa Sviluppumbria e lo stesso Hub diventano improvvisamente il cuore della strategia che Cardinali presenta come nuova». Ultima precisazione riguarda la storia dell’inceneritore di Terni. Pica contesta il riferimento fatto da Cardinali alle responsabilità di amministrazioni politicamente vicine all’attuale maggioranza regionale. «Il progetto dell’inceneritore Terni EN.A. ottenne l’autorizzazione ministeriale alla costruzione e all’esercizio l’8 settembre 1998, quando a Terni governava il sindaco di centrodestra Gianfranco Ciaurro». La conclusione del Movimento 5 Stelle è un’apertura al confronto, ma a partire dai dati economici. «Cardinali chiede un confronto numeri alla mano e noi accettiamo. Ma partiamo da quelli che ancora mancano. Se vogliamo parlare di efficienza, economia circolare e convenienza per i cittadini, partiamo dai conti e dalle bollette. Il resto viene dopo».

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