PERUGIA – “Nicola Zingaretti è venuto ad Assisi a raccontarci che con Stefania Proietti l’Umbria è tornata, ma gli umbri in questa regione ci vivono tutto l’anno e sanno bene dove è tornata. È tornata indietro”. Lo dichiara l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Marco Squarta, replicando alle parole pronunciate dal collega del Partito democratico durante la sua visita in Umbria.
“Zingaretti descrive una regione diventata un punto di riferimento per il Paese, addirittura un faro, e farebbe bene a chiedere agli umbri che cosa ne pensano, perché il racconto che arriva da fuori somiglia poco a quello che si vive qui ogni giorno. La prima cosa che ha fatto la Giunta Proietti è stata alzare le tasse come mai era accaduto prima, un vero e proprio salasso, e lo ha fatto costruendo un castello di bugie, tutte verificate, spiegando che serviva a rimettere in piedi la sanità. Hanno pagato e continuano a pagare le famiglie e le imprese, che ancora oggi aspettano di vedere qualcosa di buono in cambio e che finora hanno ricevuto soltanto parole”, continua Squarta.
Ha aggiunto l’europarlamentare di FdI: “Sulla sanità la distanza tra le promesse e la realtà è diventata imbarazzante. La presidente Proietti andava davanti agli ospedali alzando la voce e stracciando il programma degli avversari, e assicurava che avrebbe azzerato le liste d’attesa in tre mesi. Quei tre mesi sono passati da un pezzo e le liste d’attesa sono cresciute, è questo che gli umbri stanno ricevendo in cambio delle tasse in più. Sui trasporti la musica è la stessa, con i pendolari che fanno i conti ogni giorno con ritardi e disagi e una Regione che risponde soprattutto con polemiche contro il Governo, secondo un metodo ormai collaudato che consiste nell’alzare il tono contro Roma per evitare di rispondere di ciò che spetta a chi governa l’Umbria”.
E ancora: “Lo stesso vale per l’aeroporto, che il centrodestra ha fatto crescere e che questa giunta ha ereditato con un percorso di sviluppo già tracciato. Da quel momento la Proietti ha perso tempo e occasioni, lasciando cadere l’offerta di una grande compagnia che avrebbe portato nuove rotte e nuovo lavoro, mentre i lavoratori dello scalo denunciano accordi rimasti sulla carta e scelte calate dall’alto senza alcun confronto. Per non parlare del nodo di Perugia o del termovalorizzatore bloccato solo ed unicamente per tenere insieme una maggioranza divisa su tutto e i rifiuti che non sappiamo più dove mettere”.
Prosegue Squarta: “Poi c’è il Palazzo. In pochi mesi hanno lasciato il capo di gabinetto scelto personalmente dalla presidente e alcune delle figure su cui aveva costruito la sua squadra, uno dopo l’altro, ogni volta accompagnati da una nota di circostanza e da un ringraziamento, come se nulla fosse. Se se ne vanno tutti c’è un problema di fiducia e responsabilità. Capisco che il Partito democratico abbia bisogno di raccontare l’Umbria come un modello da esportare, perché fa comodo alla propaganda nazionale, ma gli umbri misurano la politica su cose molto concrete, a partire dal tempo che serve per ottenere una visita in ospedale”.
Conclude l’eurodeputato: “Se il modello che si propone a livello nazionale è quello del campo largo umbro, sappiamo già a quale tipo di fallimento va incontro la Nazione. Fossi in loro prenderei spunto da altro”.


