R.U.
PERUGIA – Dicono che Elisa Sabbatini, sindaco in Castel Ritaldi, sia persona determinata, con qualità politiche, ma ora le sta provando proprio tutte per fare il terzo mandato come presidente dell’Unione dei comuni terre dell’olio e del Sagrantino.
Un passo indietro per inquadrare meglio la situazione: le elezioni dell’Unione dei comuni terre dell’olio e del Sagrantino erano previste per il 3 agosto, convocate in fretta e furia dalla Sabbatini, presidente al secondo mandato, molto vicina all’Agabiti, che inusualmente vorrebbe fare anche il terzo.
La rielezione del presidente la vota il consiglio, composto da 3 membri per comune aderente, due di maggioranza e uno di opposizione.
I sindaci di centro sinistra si organizzano e preparano un’altra candidatura, per far valere il principio dell’alternanza, in questi casi considerato benedetto.
Ma alla riunione convocata la Sabbatini, si accorge di non avere i numeri e raccoglie una richiesta fatta da alcuni consiglieri di rinviare la riunione, che viene rifissata per il 9 settembre.
Ora il punto in cui ci troviamo: essendo a corto di numeri per essere rieletta, la sindaca di Castel Ritaldi si inventa di sostituire un componente del consiglio delegato dal comune al primo consiglio comunale utile (proprio oggi).
La persona in questione, da circa due anni, è uscita dalla maggioranza della Sabbatini e quindi voterebbe l’eventuale candidato del centro sinistra.
Come si vede il comportamento non è esattamente improntato al fair play politico. Un po’ disperato e un po’ scorretto?
Effettivamente il clima istituzionale che normalmente caratterizza le Unioni dei comuni così viene minato.
Non sarebbe il caso di ritrovare rapidamente un po’ di sano spirito da Unione e non da contrapposizione?


