Quello che fino agli anni Novanta è stato il salotto buono della città resta un dormitorio per senzatetto
TERNI – Per la presidente della Regione Stefania Proietti, la Galleria del Corso era il simbolo della desertificazione delle destre. A ottobre 2024, in corsa per Palazzo Donini, ha voluto accendendere i rifettori su quello spazio fino a vent’anni prima pieno di vita, diventato un dormitorio per sezatetto. «La responsabilità è anche della Regione, che non ha investito risorse sufficienti per la rivitalizzazione dei centri storici e per il sostegno al commercio di vicinato», disse riferendosi all’operato dell’ ex governatrice Tesei e promettendo un cambio di passo. Due anni dopo, la Galleria del Corso è ancora più buia e sporca: un’area privata ad uso pubblico abbandonata a sè stessa. Con il progetto di rigenerazione di quel luogo sacro ai ternani, fermo per l’indisponibilità dei proprietari d’immobile ad appassare l’affitto, e il Comune disposto solo a contribuire con lo spazzamento una volta al mese.


