DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – Dopo la diffida a Umbria7 di Punto Zero e il monito dell’Ordine dei giornalisti, si può tornare a parlare della società tutta pubblica che funziona grazie alle tasse versate da tutti noi, ma che non ha piacere che ci siano cronisti che se ne occupino. PuntoZero sarà oggi al centro dello scontro tra maggioranza e opposizione per un progetto di riforma che ha dei lati francamente lunari.
Come anticipata mesi fa da Umbria7 (“Scusate l’anticipo”) PuntoZero intende diventare UmbriaFacile, nome nuovo, vita nuova. Anche se entrambi i nomi sono stati inventati dalla Giunta Tesei (assessore Michele Fioroni).
Per anticipare il dibattito che andrà a minuti in scene in Assemblea legislativa, va ricordato che PuntoZero nasce nel 2021 con la giunta Tesei, la quale, invece di mettere le tasse agli umbri, ha risanato i conti di Umbria digitale e Umbria salute, facendo nascere PuntoZero: si è passati da 2 milioni di scoperto a un bilancio in utile, 2 milioni di risparmi l’anno, 167 posti di lavoro tutelati, con data center verso il cloud ibrido e nascita dell’App UmbriaFacile.
Adesso che succede? Verranno presentate alcune innovazioni, che sembrano a prima vista un po’ assurde, e contro le quali le opposizioni promettono battaglia. A cominciare dal cambio di nome: come può – dice l’opposizone – una società che gestisce data center, fibra, cybersicurezza e Centrale acquisti prendere il nome del suo front office? Sarebbe confondere la vetrina con l’infrastruttura vera e propria, commentano dal centrodestra che promette da subito battaglia.
Ma – è sempre l’opposizione che insorge – spariscono dai documenti “strategico”, “coordinamente stabile”, “sviluppo dell’innovazione tecnologica”. Questo fa arrabbiare l’opposizione. Perchè? Perchè la promozione dell’innovazione nel suo complesso passerebbe al Consorzio Scuola Umbra di amministrazione pubblica. Meglio Flagiello di Esposito, detta cruda con i nomi dei rispettivi leader.
Qui una riflessione va fatta: caro centrodestra, occhio e croce, qui è una bella lotta. Non è detto che Flagiello farà peggio di Esposito. Riflettete.
L’opposizione però si arrabbia perchè la società informatica (PuntoZero) passa di fatto sotto la Scuola di amministrazione. Un suggerimento: fossimo in PuntoZero noi una bella diffida preventiva alla giunta regionale la mandaremmo da subito. L’opposizione però si concentra sul fatto che la giunta, con il programma più a sinistra della storia della Regione Umbria, abbia deciso di usare linguaggi da multinazionale sul genere di “Shared service”. E con un risultato: UmbriaFacile diventerebbe – dicono – un polo generalista, ma tenendo il piano delle assunzioni sotto il controllo della giunta regionale. Che si potrebbe sintetizzare malevolmente: a chiacchiere fate quel che volete, basta che sui posti decidiamo noi. Il lato della riforma che più entusiasma è però la comunicazione, che non sarà affidata ai giornalisti e alle strutture della Regione ma esternalizzata, cioè verrà scelta (e pagata) una società esterna.
Le opposizioni si batteranno su questo, ma si teme la debacle: la Regione ha mezzo miliardo da spendere delle super tasse in più – e questo adesso imbarazza anche l’ottimo
segretario del Pd, Bernardini, che teme un prossimo salasso di voti – il quale mezzo miliardo in qualche modo va pure speso. Hai voglia a dire che la Regione “ammette le esternalizzazione solo se sono un valore aggiunto dimostrato”. Non siamo qui per risparmiare. Non pagano loro, pagano i disgraziati del ceto medio umbro. C’è da capire.
La cosa sulla quale concentrarsi piuttosto è un’altra: come verrà scelta la società di comunicazione.
E qui lo scoop ce l’abbiamo noi di Umbria7: è quasi certo che vincerà l’appalto chi scriverà la più bella diffida contro i giornalisti che intendono occuparsi della nascitura UmbriaFacile. Mandate pure gli elaborati a Umbria7, diamo volentieri una mano, gratuitamente, per la selezione.


