Il cordoglio dei sindaci Romizi e Betti. Il ricordo del cardinale Bassetti e della senatrice Ginetti. L’archidiocesi: «La preghiera all’unico Dio ci dia conforto e consolazione»
PERUGIA – «Apprendiamo con profonda tristezza la notizia della scomparsa dell’Imam di Perugia Abdel Qader Mohamad, avvenuta sabato sera nel reparto di terapia intensiva del nosocomio perugino, in cui era ricoverato da fine gennaio».
Così in una nota il sindaco Andrea Romizi, a nome dell’amministrazione e dell’intera città di Perugia, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa dell’Imam. «Siamo vicini alla famiglia e a tutta la comunità islamica della città -ha detto Romizi- a cui ci stringiamo in questo momento di dolore». «Esprimo la mia vicinanza a nome di tutta la comunità di Corciano alla famiglia del dott. Mohamad Abdel Qader, Imam della comunità islamica di Perugia. Corciano e la comunità tutta perde un cittadino ed uomo esemplare, sempre presente ed appassionato in ogni occasione di incontro. Siamo vicini nel dolore alla moglie, ai figli ed a tutta la comunità islamica. Mai come in questi giorni è necessario essere vicini ed uniti ed un pensiero va a chi ora sta lottando contro il Covid», così il sindaco di Corciano Cristian Betti, il primo a dare la notizia della scomparsa dell’imam.
«Ho appreso con tanta tristezza e commozione che il fratello imam Abdel Mohamed Qader ha lasciato questo mondo, sopraffatto dal terribile morbo, che sta particolarmente colpendo la nostra Umbria». Lo scrive il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti nel messaggio rivolto alla famiglia Qader e alla comunità islamica, nell’esprimere il suo profondo cordoglio e quello della Chiesa diocesana. «Ringrazio il Signore per avermi fatto incontrate questo fratello – prosegue il cardinale –, con il quale ancora, soprattutto nei primi anni del mio episcopato perugino, ci siamo tante volte confrontati. Da vero credente e uomo di preghiera ha testimoniato la pace e l’amore fra gli uomini e tante volte abbiamo insieme condiviso le gioie, le sofferenze e i drammi della nostra gente, soprattutto dei poveri e degli ultimi». «Per lui – evidenzia il presule – le vere distanze fra uomo e uomo non erano quelle determinate dalla differenza di religione e di credo, ma dalla capacità di amare». «Caro Abdel, ti ho ricordato tante volte nella preghiera in questi giorni – ricorda il cardinale a conclusione del messaggio –, perché tu potessi rimanere fra noi, ma sappiamo che “le vie dell’Onnipotente non sono le nostre vie e i suoi pensieri distano dai nostri quanto il Cielo dista dalla terra”. Continuerò ad invocare per te Colui che è misericordioso, perché ti doni la ricompensa riservata ai suoi giusti».
«Perugia, città multietnica e multiculturale, con la prematura scomparsa dell’imam dottor Abdel Mohamed Qader, vittima di questa tragica pandemia, perde uno dei suoi rappresentanti più significativi del dialogo interreligioso. Il dottor Qader è stato una guida illuminata e saggia della comunità islamica perugina, uomo di grande fraternità, umanità e generosità con un amore infinito per il prossimo». A sottolinearlo sono don Mauro Pesce, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, e la prof.ssa Annarita Caponera, presidente del Centro ecumenico ed universitario “San Martino” e del Consiglio delle Chiese Cristiane di Perugia. «Tra le nostre diverse occasioni di incontro – ricordano –, oltre agli eventi interreligiosi presso il Centro “San Martino”, è stata la sua sentita partecipazione alla cerimonia inaugurale dell’Emporio Caritas in Ponte San Giovanni di Perugia, che salutò come luogo di incontro e di aiuto reciproco tra persone di culture e fedi diverse. Come anche non ricordare la sua amicizia e collaborazione con il compianto don Elio Bromuri, che per molti anni è stato punto di riferimento di dialogo e di incontro interreligioso nel capoluogo umbro. E quando don Elio morì, l’imam condivise il nostro dolore per la perdita dell’amico sacerdote». «In quest’ora di tristezza – commentano don Pesce e la prof.ssa Caponera – è doveroso ricordare che anche grazie all’impegno e fiducia nel dialogo del dottor Qader sono cresciuti i rapporti di amicizia e di reciproco rispetto tra l’Archidiocesi perugino-pievese e la Comunità islamica. Possiamo dire che anche grazie al dottor Qader la cultura dell’incontro e del dialogo, che è alla base della fratellanza umana come più volte ha sottolineato papa Francesco, ha potuto compiere passi in avanti. Ne è esempio la sua partecipazione da anni ad alcune iniziative del Centro ecumenico “San Martino” con la corrispondente visita da parte di rappresentanti della nostra Chiesa a momenti importanti della vita comunitaria e religiosa islamica». «La preghiera all’unico Dio ci dia conforto e consolazione – concludono –, sostenga la nostra speranza di superare questo momento di dolore e di grande difficoltà che purtroppo tiene in sofferenza molte famiglie nella nostra città e territorio e accomuna i fedeli di tutte le religioni».
«Esprimo le mie condoglianze alla famiglia e alla Comunità mussulmana per la perdita dell’Imam di Perugia Abdel Qader Mohamad, con cui non mancavamo di scambiarci messaggi di saluto e nutrivamo una stima reciproca». Così la senatrice Nadia Ginetti (Italia Viva) dopo aver appreso la notizia della scomparsa dell’imam. La senatrice ricorda con affetto quando nel 2010 da sindaco del Comune di Corciano era riuscita a riconoscere all’imam ed alla sua famiglia la cittadinanza italiana. «Abbiamo vissuto insieme momenti importanti – conclude Nadia Ginetti – che ricorderò sempre e che mi porterò sempre nel cuore».
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