Dallo smaltimento all’energia circolare. «Oltre l’emergenza c’è la soluzione»

Proietti e De Luca: «La gestione dei rifiuti non deve più essere un problema, ma una risorsa capace di generare valore»

PERUGIA – “La Regione Umbria si avvia a compiere un passo decisivo verso la sostenibilità ambientale e la riduzione dei costi per famiglie e imprese, attraverso due percorsi paralleli di partecipazione. L’obiettivo è uscire dalla logica dell’emergenza per una soluzione strutturale. Da un lato il nuovo disegno di legge sull’economia circolare e dall’altro l’aggiornamento del piano rifiuti”. Questo il messaggio lanciato nel corso della sua presentazione dall’assessore all’ambiente, Thomas De Luca, e dalla presidente della Regione Stefania Proietti. Un percorso che prevede ora un nutrito programma di incontri con stakeholder e rightsholder intorno alle linee guida individuate dalla Giunta regionale.
“La transizione verso l’economia circolare – ha spiegato l’assessore De Luca – è una scelta strategica per il futuro della Regione. Riduciamo i costi, tuteliamo la salute pubblica e favoriamo crescita e occupazione, promuovendo una simbiosi tra il sistema produttivo regionale e la disponibilità di materie prime seconde”.
“La visione – ha proseguito De Luca – è chiara: coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale. La gestione dei rifiuti non deve più essere percepita come un problema, ma come una risorsa capace di generare valore, migliorare la qualità dell’ambiente e della vita, nel rispetto del principio europeo del “do no significant harm”, cioè senza arrecare ulteriori danni significativi alla salute e all’ambiente. In questo quadro, la direzione è netta: nessun inceneritore e la progressiva riduzione del conferimento in discarica. Saranno introdotti meccanismi premiali per incentivare comportamenti virtuosi, a partire dalla tariffazione puntuale, in cui chi inquina paga. Vi saranno poi i risparmi annui per circa 22 milioni di euro dovuti alla riduzione dei costi di conferimento in discarica e i maggiori proventi della vendita delle materie prime seconde recuperate, per 1,5 milioni, mentre prevediamo l’istituzione di un fondo regionale dedicato alle politiche ambientali e di rivedere il sistema tariffario incentivando i comuni che hanno comportamenti virtuosi”.
“Nella Giornata mondiale della creatività e dell’innovazione – ha detto la presidente Stefania Proietti – è giusto ricordare che l’Umbria è una terra di innovazione, una terra che ha dato contributi scientifici di livello internazionale, arrivando anche a esprimere eccellenze premiate con il Nobel. Il piano sull’economia circolare rappresenta un cambio di paradigma, promosso dalla Giunta più ambientalista che l’Umbria abbia mai avuto, in base all’esperienza amministrativa e professionale accumulata nel tempo. Anche temi complessi come il Css vengono affrontati non in modo ideologico, ma dentro una visione più ampia di sviluppo: non solo come strumento per ridurre emissioni, ma come leva per innovare il sistema produttivo”.
“Questa visione si colloca chiaramente – ha concluso la presidente Proietti – in una dimensione europea. Lo dimostrano il fatto di essere stati scelti per redigere il parere ufficiale delle Regioni europee sull’Eir 2025, che sarà presentato ad Assisi il 18 e 19 giugno prossimi, quando si riunirà in Umbria la Commissione Ambiente, cambiamenti climatici ed energia dell’Unione Europea, e progetti strategici come la rete dell’idrogeno, che interesserà anche l’Umbria e che rappresenta un’infrastruttura decisiva per il futuro energetico. Ancora una volta, la nostra regione può giocare un ruolo centrale, in un’ottica di Italia Mediana, perché ha il know-how le dimensioni giuste per farsi battistrada dell’innovazione”.

Il disegno di legge, composto da 53 articoli, mira a superare il vecchio modello di smaltimento, promuovendo un ecosistema industriale regionale fondato sulla circolarità, la simbiosi tra filiere produttive e l’innovazione tecnologica. Tra i punti cardine individuati come obiettivi da raggiungere attraverso l’adozione del Piano regionale ci sono:

  • Obiettivo Residual Waste Cap 2030: massimo 100 kg di rifiuti indifferenziati per abitante.
  • Raccolta differenziata: incremento fino all’80% entro il 2030.
  • Riciclo effettivo: raggiungimento del 65% di materia recuperata.
  • Riduzione dello smaltimento in discarica: dal 30% al 20% entro il 2030.
  • Tariffa puntuale (PAYT): sistema di tariffazione basato sulla tracciabilità dell’utenza, per premiare i comuni virtuosi e ridurre l’impatto economico della tassa sui rifiuti.
  • Stop all’inceneritore: nessun ampliamento delle discariche e nessun nuovo inceneritore, in linea con il principio nessun danno significativo su ambiente e salute.
  • Innovazione impiantistica: trasformazione dei vecchi impianti Tmb in strutture automatizzate guidate dall’intelligenza artificiale e sensori ottici.
  • Nuovo piano per la riduzione e la prevenzione della produzione dei rifiuti: incentivi per la riparazione, il riuso e la seconda mano, introduzione nelle pubbliche amministrazioni dei dispenser per l’acqua potabile, la promozione del commercio sfuso, eliminazione dell’usa e getta, contrasto allo spreco alimentare e incentivazione del compostaggio domestico e di comunità.
    Il nuovo piano prevede una riduzione del 10% della produzione totale di rifiuti, limitando il totale a 410.000 tonnellate entro il 2030, e un aumento della raccolta differenziata a 328.000 tonnellate. Il percorso di partecipazione prevede sei incontri territoriali, aperti a cittadini, amministratori e stakeholder, per raccogliere proposte e criticità e costruire insieme una Umbria più sostenibile. Questi gli incontri già calendarizzati:
  • Spoleto, Villa Redenta – 29 aprile, ore 16
  • Magione, Officina La Piazzetta – 5 maggio, ore 21
  • Orvieto, Sala Digipass – 8 maggio, ore 16
  • Marsciano, Sala Capitini – 12 maggio, ore 21
  • Terni, Sala Santoloci di Arpa – 14 maggio, ore 21
  • San Giustino, Museo del tabacco – 15 maggio, ore 21

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