AU. PROV.
TERNI – Non lo nomina. Eppure il bersaglio è chiaro. Francesco Ferranti, consigliere comunale e vice presidente della Provincia, sospeso da Forza Italia, attacca il deputato azzurro, Raffaele Nevi. Lo colpisce sui temi della giustizia, accusandolo di inutili show e di non salvaguardare nella sostanza il Tribunale di Terni.
Anzi, di più: di essersi lasciato scippare la Commissione tributaria, a Rieti salvata, a Terni accorpata con Perugia. Non scorre certo buon sangue tra Francesco Ferranti e Raffaele Nevi. E la situazione si è ulteriormente incattivita da quando il partito ternano di Forza Italia ha chiesto (e ottenuto) la punizione di Ferranti, reo di essersi schierato in Provincia con Stefano Bandecchi. Ma Francesco Ferranti, va al cuore dei problemi, insidia Raffaele Nevi su un servizio fondamentale, quello della giustizia.
«In questi giorni ha tenuto banco il dibattito, con relative prese di posizione da parte di categorie professionali e anche di esponenti politici – argomenta Ferranti – relativo alla chiusura del Tribunale di Terni. Reputo sia opportuno fare chiarezza, poiché i politici non possono limitarsi a dire che la chiusura di Terni non è nei programmi dell’ attuale governo. Ora chiarito questo, il parere consultivo dell’ Associazione nazionale magistrati non determina alcuna chiusura, poiché resta un parere, così come resta però aperta la questione della revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Dentro questo contesto, per rispondere ai requisiti richiesti, il Tribunale di Terni andrebbe potenziato, accorpandovi Spoleto. A questo dovrebbero lavorare i deputati ternani, al consolidamento del Tribunale, anziché cercare di intestarsi battaglie che ad oggi sono solo proforma. Il dibattito di questi giorni fa rammentare le attività annunciate più volte da qualche illustre esponente politico. ma mai concretizzate in atti riguardanti la conclusione del progetto relativo gli uffici giudiziari a Corso del Popolo.
Li è ormai certo gli uffici del Tribunale non sorgeranno più, infatti, quell‘incompiuta simbolo di degrado nel pieno centro cittadino si concluderà con la realizzazione di un edificio ad uso residenziale e direzionale, grazie all‘ impegno di un affidabile impresa locale e anche del sottoscritto che ha agevolato le interlocuzioni con il gruppo Salini.
Quello che realmente occorre non è intestarsi attività di difesa, che almeno oggi non occorrono, ma lavorare per garantire stabilità al Tribunale di Terni con qualunque governo nazionale in carica.
Da alcuni illustri rappresentanti politici di questo territorio, ad esempio, non è arrivata mezza parola sulla chiusura della commissione tributaria di Terni che è stata spostata a Perugia. A Rieti, invece, pur essendo demograficamente più piccola di Terni, è stata salvata. Per il futuro mi aspetto un impegno concreto da parte di chi deve rappresentare questi territorio a livello nazionale».


