L’Umbria in arancio: riaprono i negozi sabato pomeriggio e le materne da lunedì (ma non ovunque). Tutti rossi per Pasqua: ecco la bozza del decreto

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Salvo sorprese non prevedibili dell’ultimo minuto la situazione si chiarisce: niente variazioni per il coprifuoco ma maggiore rigidità sulle visite a parenti e amici (in due, solo in una casa e una volta al giorno). E salvo colpi di scena Tesei può allentare le misure di contenimento

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’Umbria resta arancione – manca solo l’ufficialità, ma al momento sono escluse sorprese – ma alla presidente della Regione Tesei viene affidato dal Governo il compito di mettere in rosso quelle zone ad alto rischio dove i contagi – indicazione statistica – superano i 250 nuovi casi ogni 100mila abitanti. Mentre l’Umbria, come il resto d’Italia, sarà zona rossa nei giorni delle festività pasquali: il 3-4-5 aprile.

Non ci sono variazioni invece – come si può leggere nella bozza di decreto che qui pubblichiamo e che sta per essere approvato, anche in questo caso salvo imprevedibili sorprese dell’ultimo minuto – per il coprifuoco (alle 22) ma piuttosto restrizioni, nelle zone arancioni come l’Umbria, per le visite a parenti e amici, previste una sola volta al giorno, in una sola casa, in due persone, più eventuali minori di 14 anni.
Tesei, alla luce dell’incontro di stamane, ha anche pronta l’ordinanza che emanerà però in serata e che dovrebbe comunque contenere – unica regione in Italia, essendo la prima ad entrare nel vortice della fase 3 con il moltiplicatore di casi da varianti – misure di allentamento delle restrizioni.
Fondamentalmente sarebbero due. L’apertura al sabato pomeriggio dei negozi di vicinato e la riapertura delle scuole materne (3-6 anni), oltre ai nidi. Ma con delle eccezioni: nei distretti dell’Altotevere, Assisi, Foligno, Valnerina, Orvieto e Terni – in questo momento con un’incidenza superiore ai 250 casi su 100mila abitanti – non riapriranno le materne.
Naturalmente colpi di scena potrebbero esserci rispetto al riconoscimento della zona arancione, che il ministero renderà ufficiale solo nel, pomeriggio. La forza dei numeri dell’Umbria stavolta è data dal contestato Rt, ma la debolezza sta nell’occupazione delle terapie intensive.
Ma è ragionevole immaginare che la strada sia segnata.

Ecco la bozza del decreto

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