Fontivegge, locale chiuso dopo l’ennesima rissa

Linea dura della questura a Perugia

PERUGIA – Locale chiuso dopo la rissa: il questore Antonio Sbordone, dopo i gravi fatti accaduti nel quartiere di Fontivegge, dove un numero ancora non meglio precisato di cittadini stranieri si sono fronteggiati nel pomeriggio del 2 settembre, con il diretto coinvolgimento di un locale etnico di via del Macello, ha disposto la chiusura del medesimo esercizio commerciale per 30 giorni.

Il provvedimento, come si spiega dalla questura, trova ampia motivazione in diversi episodi che lo hanno visto al centro di fatti che hanno destato allarme negli abitanti della zona. L’esercizio era di fatti da tempo attenzionato e oggetto di ripetuti controlli effettuati dalle forze di polizia all’interno e nei pressi dello stesso, nel corso dei quali era stata più volte riscontrata la presenza di pregiudicati e di soggetti protagonisti di episodi di disturbo. L’esercizio era stato inoltre recentemente chiuso per la violazione delle normative anticontagio Covid -19. Inoltre, in almeno due episodi, il locale etnico di via del Macello si è visto direttamente coinvolto da gravi episodi di violenza, che hanno determinato un giustificato allarme sociale.
Il duro provvedimento adottato dal questore mira quindi a tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, anche in ragione della possibile reiterazione degli episodi che potrebbero minacciare la serenità e l’incolumità dei cittadini. Tale provvedimento si inserisce in una più ampia strategia di intensificazione del controllo del territorio e di contrasto alla criminalità che vede il quartiere di Fontivegge al centro dell’attenzione delle forze di polizia.

«La chiusura dell’esercizio commerciale è la giusta risposta per arginare e porre un freno ai fenomeni di degrado e allarme sociale a Fontivegge», così l’amministrazione comunale di Perugia ha espresso in una nota la soddisfazione per il provvedimento di chiusura emesso dalla questura.

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