Giovanni Allevi

Giovanni Allevi all’apice dell’Estasi ad Assisi: «Per tornare a respirare di nuovo»

LE INTERVISTE DI UMBRIA 7 | Il concerto al teatro Lyrick, il maestro: «Ritroviamo la scintilla nascosta dentro di noi»

Francesca Cecchini

ASSISI (Perugia) – Sembra quasi un contratto non scritto. Quando Giovanni Allevi parte con un nuovo tour, l’Umbria, sempre pronta ad accoglierlo con grande affetto, è una delle tappe fisse organizzate da Aucma. Il pubblico regionale, infatti, non solo ama la professionalità del compositore, ma ne apprezza molto la narrazione, filo conduttore che unisce ogni brano eseguito al successivo e lo rende un racconto unico nel suo genere.

Ne gusta attimo dopo attimo sin dalla prima nota. E dalla prima parola. Perché insieme alla musica, il maestro, vero e proprio “bardo”, riesce a coinvolgere la platea in un viaggio intimo, quasi a comporre, di volta in volta, un nuovo capitolo di un libro immaginario che infrange la quarta parete e rende speciale ciò che accade in sala.
Il 13 maggio alle 21 Giovanni Allevi sarà in scena al teatro Lyrick di Assisi, nell’ambito della stagione Tourné, con il suo “Estasi piano solo tour” che prende il titolo dal nuovo omonimo progetto discografico che, attraverso le note del pianoforte, arriva a toccare dal vivo il più sublime degli stati di coscienza della condizione umana, l’estasi.

L’ispirazione per la sua musica, ha raccontato durante i suoi concerti in Umbria, viene dalla vita quotidiana. Il viaggio dell’anima legato a questo nuovo progetto musicale è stato in qualche modo contaminato da esperienze vissute durante il complesso periodo della pandemia?
«La pandemia, la paura, il distanziamento, il controllo dello Stato sulla vita della gente, la ricerca esclusiva della propria sicurezza, hanno creato in me una cappa asfissiante, che è andata in frantumi sulle note di “Estasi”, lo stato di coscienza in cui l’anima dilaga in una dimensione metafisica».
Se “Hope”, mi disse due anni fa in occasione di un suo concerto al teatro Morlacchi, era dedicato a tutti coloro che si sentono fuori posto, che non si riconoscono in questo mondo, possiamo dire che “Estasi” è il risultato del percorso evolutivo della strada percorsa fino a raggiungere uno stato di risoluzione, di armonia?
«Sarei quasi d’accordo, se non fosse che i veri spiriti liberi sono disarmonici, e non riconducibili a schemi risolutivi. Sovvertono i sistemi, purificano l’aria come i temporali».

Giovanni Allevi
foto di Cosimo Buccolieri

A gennaio è iniziato il tour e, lungo la strada, abbiamo vissuto diverse esperienze sociali molto significative, tra cui il conflitto bellico in Ucraina. Il candore e il disincanto dei bambini, tema a lei sempre molto caro, è stato spazzato via in pochi istanti. La sua empatia come tradurrebbe in musica questo dolore?
«Nel mio recentissimo brano “The First embrace”, il primo abbraccio. È una composizione dolcissima in cui ho voluto raccontare l’incanto fuori dal tempo del primo abbraccio tra una mamma e il suo neonato. Lo sto eseguendo per la prima volta durante il tour di “Estasi” ed è un’emozione condividerne le sfumature in teatro».
Assisi simbolo di pace e amore e da lei molto amata. La sua “Estasi” potrebbe arrivare all’apice sul palco della città serafica?
«Deve! Questa è la mia missione. Il concerto di “Estasi” scuote gli ascoltatori nel profondo e si rivela essere una esperienza liberatoria. Sullo spunto delle note, la nostra anima, stretta nelle maglie della quotidianità, rompe le catene della consuetudine e ritrova un contatto con la propria natura autentica».
Il racconto che, di volta in volta, durante i suoi concerti colloca ogni brano in una precisa dimensione spazio-temporale ed emotiva, fin dove ci porterà venerdì?
«Spero ci porterà a respirare di nuovo, al ritrovare la scintilla divina che è nascosta dentro ognuno di noi. Ci sono anche inaspettati risvolti divertenti che attraversano la platea durante il concerto, forse per via dell’altissima tensione emotiva che si viene a creare».
E, ormai di casa in Umbria e accolto sempre con grande calore e affetto, quale è il primo pensiero che arriva quando sta per esibirsi?
«Torno con la mente a quella notte passata a Perugia a suonare un pianoforte immaginario sul tavolo di una piccola camera d’albergo. Il giorno dopo mi attendeva l’esame di Diploma al Conservatorio Morlacchi».
La sussurrata preghiera di “My Angel” e il tormento terreno di “Lucifer”: Giovanni Allevi è un uomo che vive un connubio di emozioni contrastanti?
«Sono le due facce dell’estasi. In particolare “Lucifer” sembra ricavarsi il ruolo di assoluto protagonista di questo tour. In fondo, siamo tutti angeli caduti dal cielo».

Giovanni Allevi

Prevendite su circuiti TicketItalia e TicketOne. Evento promosso da Aucma in collaborazione con il Comune della Città di Assisi.

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