di Marco Brunacci
PERUGIA – Nell’ultimo Senato accademico decisioni su due tre cose sulle quali tornare. L’Università di Perugia è impegnata in un suo specialissimo fundraising, nel senso che riesce a mettere insieme finanziamenti del Pnrr su svariati argomenti. Gli ultimi due valgono 5 milioni più altri 5 milioni. Ma non è tanto questo da rimarcare.
E non è la corsa a fare i reclutamenti presto e bene, che è poi uno degli antidoti a quella brutta influenza che ha preso l’Ateneo nel periodo 2015-2019, quindi quelli della precedente governance, quando Perugia è scesa di posizioni e ha perso Dipartimenti nell’elenco delle Eccellenze.
I posti da ricoprire verranno ricoperti con celerità e, promettono all’Università, tenendo sempre presente il merito e la qualità.
Ma quello che avrà sicuramente un seguito è la decisione del Senato Accademico, in risposta alla Regione, di nominare due grandi navigatori delle acque più agitate della sanità, oltre a docenti di qualità, che sono Vincenzo Telesa, direttore del Dipartimento, e Auro Caraffa. Per fare cosa? Dovranno discutere con la Regione, o almeno con l’assessorato alla sanità, che, a quanto pare, su questo fronte ha fretta (su altri, pur incombenti, con ogni evidenza, ne ha di meno). Quale fronte? L’Irccs.
Breve riassunto delle puntate precedenti: l’Irccs è un istituto di ricerca ai massimi livelli. L’Università non era entusiasta di farne uno in Umbria, perchè ha sempre ritenuto che l’eccellenza debba essere ricerca e assistenza insieme, all’interno delle due aziende ospedaliero-universitarie, ma una corrente di pensiero nella maggioranza non ha sentito storie. E Irccs sia.
Ma dove si farà e come? La corrente di pensiero nella maggioranza non è certo in grado di determinare la sede e la mission senza il parere molto vincolante dell’Ateneo. Nascerà a Perugia o a Terni? Ma, soprattutto, la nascente Irccs umbra si dovrà occupare di qualcuno dei settori tradizionali della medicina (meglio svilupparli negli ospedali, no?) o invece di qualcosa di più innovativo, che si addice alla ricerca come il guanciale alla carbonara: pensate, solo per fare un esempio, ai grandi scenari della blue sky, visioni senza limiti, che può aprire l’applicazione alla scienza medica dell’AI – l’intelligenza artificiale.
Alcuni retroscenisti incalliti, sostengono persino che l’attacco (alla Blues Brothers, strampalato) di una tal “Intersindacale sanitaria” alla firma della Convenzione Regione-Università (con accusa alla presidente della Regione Tesei di aver lasciato troppo spazio al rettore Oliviero) non fosse altro che l’ouverture della sinfonia Irccs.
Violini e violoncelli hanno già steccato, pensate quando arrivano i controfagotti.
Conclusione dell’ouverture: a vedere così, con due accorte vecchie volpi come Talesa e Caraffa a fare le trattative, all’assessorato alla sanità regionale o cambiano spartito o ballano il minuetto per tutte e quattro le prossime stagioni.


