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La Regione lancia il Patto green&sky, ma quante imprese correranno il palio del nuovo modello di sviluppo?

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Sostenibilità e grandi orizzonti, scelte verdi e con ricadute sociali: in Umbria, per le sue caratteristiche, si può aprire subito il laboratorio per un’economia del Terzo Millennio. Chi ci starà? Un incontro alla Sala dei Notari, a Perugia, con Tesei e alcuni grandi player regionali

di Marco Brunacci

PERUGIA – Non è un gran giorno per parlare del Green deal europeo. Si dice di fughe in avanti, di accelerazioni che non rispettano le leggi dell’economia reale, di scelte avventate e perfino sospette.
Ma il discorso per l’Umbria è del tutto diverso.

L’incontro, che abbiamo annunciato, fortemente voluto dalla presidenza della giunta regionale, può essere considerato il punto di partenza per un “Patto” umbro che finalmente valorizzi il knowhow industriale della regione, se si vuole la vera vocazione del territorio, che ha tutte le caratteristiche per promuovere – ecco il tema del convegno- un modello di sviluppo nuovo. Con una attenzione speciale alla sostenibilità e alle ricadute sociali delle scelte imprenditoriali non di maniera, non a parole.
L’Umbria ha le dimensioni e la tradizione, le colline verdi e i ritmi non ossessivi, la possibilità di scegliere la qualità nella crescita e non solo la quantità, la cultura dell’ambiente non avvelenata del fondamentalismo
Ideologico, ma anche la cultura del “saper fare” nel lavoro e nell’impresa.
Per questo, e molto altro ancora, in Umbria si può fare, subito e meglio, quello che altrove è scelta complessa, che ha bisogno dei tempi e dei modi giusti.
La Regione ha scelto come una bandiera da sventolare il suo “nuovo modello di sviluppo”. Il nodo è: le imprese sono in grado, ne hanno la forza, la determinazione, la cultura, sufficiente per accettare e portare fino in fondo la sfida?
Ecco il tema. Il “laboratorio Umbria” si apre non con gli apprendisti stregoni o i vuoti cembali squillanti, servono ricercatori di un modello diverso di produrre e creare ricchezza e lavoro.
E’ molto interessante che nell’appuntamento del pomeriggio, la governatrice Tesei, ideatrice di questo meeting, dopo aver ascoltato esperienze internazionali, si confronterà con player umbri di dimensioni e settori molto diversi, da Aboca ad Arvedi, passando per Zefferino Monini, per Conad, per Listone Giordano fino ad un Consorzio.
La Regione deve rendere attrattiva la scelta della sostenibilità e della ricaduta sociale dell’economia, ma sono le imprese che devono dare cuore e gambe al progetto e metterci una quota parte di fiducia nel futuro, che va considerato come un “macchinario” di cui dotarsi, indispensabile per fare questo percorso.
Vale lo stesso discorso rispetto al piano di assistenza alle imprese che dovrebbe passare, per volontà della Regione, attraverso Gepafin: il cavallo deve prima accettare di bere per poi correre.
Ecco perché sarà fondamentale capire l’attenzione delle imprese leader regionali (Cucinelli fa il suo percorso da solo, comunicandolo nei modi estrosi ed originali cui ha abituato da anni, ma altri devono pronunciarsi) e di Confindustria tutta.
Ecco allora ancora la sfida: il nuovo modello c’è, le basi per realizzarlo, in virtù delle caratteristiche dell’Umbria e della volontà della Regione, ci sono. Quanti (e chi) saranno i protagonisti del “Patto” umbro, chiamiamolo green&sky, per indicarne la base verde della sostenibilità e la prospettiva di “grande orizzonte” delle scelte imprenditoriali da fare, per correre questo nuovo palio del Terzo millennio?

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