Covid, i consiglieri PD attaccano l’amministrazione Tesei sulla gestione delle Usca

«In queste ore si sta compiendo l’ennesimo scempio sanitario»

PERUGIA – In Umbria continuano ad aumentare e preoccupare i nuovi casi Covid. Aumento dell’incidenza settimanale, 200 ricoveri confermati e un trend sempre più in risalita, con un indice RDt pari a 1,4 stazionario. E nel mentre di questa difficile situazione, il PD lancia una stoccata all’amministrazione tesei sulle Usca, le “unità speciali di continuità assistenziale” dedicate ai pazienti covid.

«In queste ore l’amministrazione Tesei sta compiendo l’ennesimo scempio sanitario – dichiarano i consiglieri regionali PD all’assemblea legislativa -. È dunque urgente che i responsabili del mondo della sanità regionale riferiscano quantomeno in commissione sul tema delle Usca»

«Il piano di superamento delle Usca, così come avevamo ampiamente previsto da giorni, è già letteralmente naufragato perché i medici, uno dopo l’altro, stanno disertando in massa la firma dei nuovi contratti, con la conseguenza che il sistema di gestione domiciliare dei pazienti Covid è ormai fuori controllo. Dalle interlocuzioni avute con il mondo della sanità regionale risultano condizioni economiche e operative irricevibili e perfino scarsa attenzione ai temi della sicurezza e del contenimento del virus. Emerge anche – proseguono i consiglieri di opposizione – una grande preoccupazione per il fatto che i medici che confluirebbero nelle nuove Uca, visiterebbero a domicilio i pazienti Covid per poi proseguire con l’attività di guardia medica in ambulatorio o in reparto, correndo il rischio di amplificare la trasmissione del virus».

«Nella seduta del consiglio regionale prevista per martedì prossimo – annunciano – proporremo un ordine del giorno a tutte le forze politiche, affinché la Giunta regionale sia chiamata a riconsiderare la scelta della chiusura delle Usca, e, conseguentemente, a stabilirne la proroga fino a fine anno, così come è stato fatto in Sardegna e in Emilia Romagna. Riteniamo che – concludono – al di là degli schieramenti politici, per chi ha un minimo di buon senso, il ripristino delle Usca sia la sola cosa da fare prima che la situazione sfugga definitivamente di mano».

Disperato per il nuovo lavoro, 33enne di Spoleto chiede aiuto alla polizia

Fondazione “Aiutiamoli a Vivere”, preziosa donazione di cibo per nuova missione in Ucraina