CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Due le cerimonie pubbliche che si sono tenute a Città di Castello per commemorare le vittime delle stragi nazi-fasciste dell’8 e dell’11 luglio del 1944 a Pian di Brusci e Meltini. Stragi che costarono la vita a quattordici tifernati. Presenti, insieme al presidente del consiglio comunale Luciano Bacchetta e all’assessore Michela Botteghi, i familiari, parenti provenienti da Prato di Attilio Sorbi, unico sopravvissuto dell’eccidio di Pian dei Brusci, e Mario Lepri, autore della ricostruzione storica della vicenda di Meltini.
«Nei luoghi dove sono stati uccisi crudelmente tanti innocenti all’epoca del secondo conflitto mondiale – il messaggio di Bacchetta e Botteghi – al cospetto delle sofferenze ancora vive nei familiari, non possiamo che restare interdetti di fronte al ripetersi delle atrocità della guerra e sentire tanto più necessario che ognuno di noi guardi al passato per non dimenticare, per rivendicare ogni giorno i valori della libertà e della democrazia racchiusi nella nostra Costituzione e per insegnare ai nostri giovani che la pace è il bene più grande da custodire».

Alle commemorazioni, patrocinate dalla presidenza del consiglio comunale tifernate nell’ambito del progetto “Tracce di memoria”, sono intervenuti il consigliere comunale Fabio Bellucci, Alvaro Tacchini (presidente dell’Istituto di storia politica e sociale), Venanzio Gabriotti, Anna Maria Pacciarini (presidente dell’Anpi di Città di Castello), Pierino Monaldi (presidente dell’associazione nazionale Famiglie caduti e dispersi in guerra), Carlo Cinquilli (presidente dell’associazione Trestina per la pace), i rappresentanti delle proloco di Trestina e Badia Petroia.
Monsignor Franco Sgoluppi, parroco della basilica di Canoscio, ha dato la propria benedizione di fronte alla cappella di Pian di Brusci. Ai partecipanti ha espresso la propria vicinanza con un messaggio anche il vicepresidente dell’assemblea legislativa dell’Umbria Michele Bettarelli, impossibilitato a intervenire.


