Università a Terni: centro o periferia? L’ultimo dibattito dell’estate

I laboratori a Pentima e l’esperienza di Collescipoli («Non ha portato a niente»): il dibattito si infiamma

A. P.

TERNI – Università a Terni. Si riapre il dibattito tra dislocazione al centro o in periferia. E subito le forze politiche si dividono, in maniera trasversale, sul tema. Oggi acceso dibattito a Palazzo Spada: sui laboratori di Pentima, su eventuali nuove sedi in centro, sulla apertura di nuovi spazi dedicati ai servizi universitari.

Il pretesto del corpo a corpo, due atti di indirizzo, che lunedì mattina sono approdati in Seconda commissione consiliare.
Il primo, non proprio di questi giorni (è di febbraio 2019) a firma del consigliere di Senso Civico Alessandro Gentiletti, sull’ampliamento «dell’offerta formativa con la rete degli atenei e l’emancipazione della subalternità nei confronti di Perugia». Il secondo della consigliera di Forza Italia Doriana Musacchi sulla attivazione a Terni di un corso di laurea di scienze motorie.
L’assessora all’università Cinzia Fabrizi ha chiuso ad ogni mediazione sui laboratori di Pentima: «La scelta di questa giunta è quella di rafforzare la prospettiva universitaria partendo dalle facoltà che ci sono. Un approccio realistico e basato anche su un ascolto del territorio». Come a dire va bene Pentima e vanno bene i corsi di laurea esistenti: «A Pentima ci sono i laboratori e a Pentima c’è la possibilità di svilupparli». Per la Fabrizi «è bene che certe facoltà rimangano a Pentima, così come è bene che medicina resti vicino al Santa Maria». E ricorda i soldi (tanti) spesi per l’esperienza universitaria a Collescipoli: «Non ha portato a niente». Poi torna sull’eredità lasciata dalle precedenti amministrazioni e sull’impossibilità di fare investimenti propri: «Dipendiamo dalla Regione». Che in accordo con l’Ateneo ha stanziato 9milioni di euro per il recupero di Pentima. Ma il dibattito non è solo sulla logistica, sebbene tutti indichino Narni come esempio virtuoso anche in considerazione del fatto che l’Università è stata collocata nel centro storico e lì è “germogliata”.

Per Michele Rossi (Terni civica) è giusta «la riqualificazione di Pentima anche perché non c’è mai stato un investimento cosi importante a Terni». «Ma è altresì giusta una maggiore presenza dell’ Università dislocando uffici servizi e aule didattiche in centro e pensare a nuove facoltà. Si continua a parlare di offerta universitaria da raccordare al sistema produttivo locale. È questo il limite mentale che fa sì che la situazione in tema universitario sia pressoché stagnante da anni».
Anche per Michele Rossi la scommessa vinta da Narni con il corso di scienze dell’investigazione dovrebbe essere di insegnamento. E poi sull’importanza di popolare il cuore di Terni di studenti universitari, Rossi segnala: «Non basta una pista ciclabile per mettere in connessione gli studenti di Pentima con in centro città». Interviene anche il capogruppo del Pd Francesco Filipponi: «L’assessora Fabrizi parla dell’Università come di un puzzle, perché manca di un progetto complessivo. Noi da tempo chiediamo a questa amministrazione di mettere insieme didattica, ricerca, servizi, logistica. E quest’ultima no può certamente ignorare il centro cittadino».

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