S.P.
TERNI – «Occorre lavorare ma sono fiducioso: il Santa Maria di Terni può tornare ai livelli pre-covid. Terni non deve temere decadenza e arretramenti nei servizi sanitari. Il Santa Maria è un punto di riferimento per il territorio e anche per un ambito extraregionale».
È carico a mille Andrea Casciari. Il ritorno a Terni, nell’ospedale che già in passato ha diretto per quattro anni, sembra averlo particolarmente motivato: «Si c’è anche un aspetto personale, torno in una struttura che conosco bene, che mi ha visto fare cose a cui tengo, ringrazio per la fiducia che mi è stata data e la sto vivendo anche come una sfida a me stesso».
Talmente carico che il primo giorno è andato a prendere di petto uno dei nodi che negli ultimi mesi hanno suscitato maggiori polemiche: «Sono andato al pronto soccorso perché occorre iniziare dalla porta di ingresso, dal biglietto di visita. Gli utenti quando arrivano devono capire subito in che mani stanno. Mi sono fatto una idea delle cose da modificare, occorre riaprire quanto prima l’osservazione breve e intensiva che è un filtro importante. Poi lavoreremo con il territorio e tutte le sue realtà sanitarie affinché il pronto soccorso non sia l’unico front office con i cittadini».
Il secondo giorno ha iniziato un tour: «Ho incontrato gli operatori del dipartimento di medicina. A seguire gli altri dipartimenti. No, no non si tratta di ascolto, piuttosto di comunicare e mettere in campo attività. Occorre essere immediatamente operativi».
Le “medicine” di Casciari per guarire il Santa Maria: «Ci sono professionisti importanti, altri non ci sono più. Ci vorrà un po’ di tempo per sostituirli ma è fondamentale farlo. Lavoro di equipe io sono abituato a lavorare in squadra e ci vuole anche serenità. Non voglio assolutamente parlare del recente passato né fare confronti perché ognuno di noi è diverso ma la sintonia conta».
Sulla squadra i primi provvedimenti: «Ho confermato per 30 giorni sia il direttore sanitario che quello amministrativo perché voglio pensarci bene».



