Il nuovo corso dell’ospedale di Terni è partito. C’è tanto da lavorare. Astenersi perditempo

SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI | L’ANALISI. Si racconta (sarà vero?) di agitazioni e telefonate scomposte dopo la nomina di Manzi. Ma ora si può iniziare con il progetto nuovo del dg Casciari, il quale deve essere messo nelle condizioni di operare

di Marco Brunacci

«E vissero tutti felici e contenti», è stato il commento di uno dei più profondi conoscitori dei meccanismi della sanità umbra e non solo, quando si è saputo della nomina di Pietro Manzi come direttore sanitario dell’ospedale di Terni al posto di Alessandra Ascani. In realtà però non tutti hanno festeggiato, a dimostrazione che, oggi come oggi, non ci sono più i principi azzurri di una volta.

Raccontano che un parlamentale neoeletto – sarà poi vero? – abbia tempestato di telefonate questo e quell’altro per esprimere disappunto. La narrazione prosegue aggiungendo che il tempestatore di telefonate si sia però ritrovato ben presto da solo col suo cellullare, senza nessuno a solidarizzare con lui. Magari sono solo fantasie, ma abbastanza per dire un paio di cose fondamentali sull’ospedale di Terni in questa fase del suo tormentato cammino:

  1. Nessuno pensa che la nomina di un direttore sanitario sia in grado da sola di mutare il corso della storia.
  2. Nessuno, in retti sensi, può pensare che all’ospedale di Terni si potesse andare avanti senza un nuovo progetto

I progetti nuovi, per definizione, possono funzionare o no, ma vanno portati fino in fondo. Lo sa bene il nuovo dg Casciari, che ha voluto Manzi al suo fianco. L’ospedale di Terni ha necessità di una svolta. Casciari-Manzi-Ianni, come manager, sono chiamati al compito che, secondo qualche esperto della materia, è roba da far tremare i polsi. Pronti a giudicare dai risultati, quando (e se) ci saranno. Ma fare sgambetti in corso d’opera è un atto di disprezzo nei confronti dei cittadini-pazienti che il tifo lo fanno allo stadio e non in ospedale, per Tizio contro Caio, e invece chiedono un servizio più all’altezza delle loro esigenze. Il nuovo corso ora è partito, direttore Casciari, sotto, tocca a lei (con Manzi e Ianni).

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