Bonaccini (Pd) a Terni: «Sanità pubblica risorsa che non va dispersa»

Il candidato segretario nazionale a palazzo Spada: «Alleanza con il M5s? Gli accordi si fanno sul territorio» – VIDEO E FOTO

TERNI – Tappa ternana per Stefano Bonaccini, candidato segretario nazionale alle prossime primarie del Partito Democratico. In una sala consiliare piena, dopo l’introduzione del consigliere comunale Dem Francesco Filipponi, alla presenza del sindaco di Terni Leonardo Latini, Bonaccini ha toccato diversi temi spaziando dalla sanità pubblica, alle possibili alleanze con le opposizioni per l’immediato futuro. «Questa mattina sono stato ad Assisi e nel tardo pomeriggio dopo Terni sarò a Perugia. Mi ha parlato tanto di terni Mauro Mayer, ex rossoverde che poi riportò il Modena in Serie A dopo quarant’anni. Sono sceso in campo perché non ho paura che il Pd sparisca ma che diventi irrilevante. Voglio dare una mano insieme agli altri per rigenerare il partito, il voto adesso cambia più facilmente, in passato non è stato mai così. In Europa le percentuali sono più basse e tante dirigenze di partito sono naufragate in questi anni raggiungendo picchi altissimi. Rispetto politico con le altre forze e se diventerò segretario il primo incontro lo chiederò alla premier Meloni. Basta la politica degli insulti. A Ravenna ho dato subito la disponibilità al ministro Piantedosi e gli ho anche chiesto il perché ultimamente gli sbarchi arrivano sempre in comuni guidati dal centrosinistra. Bene la Meloni in Europa per redistribuire gli arrivi. L’opposizione deve costruire e in tema di sanità pubblica due regioni come l’Umbria e l’Emilia Romagna rischiano il doppio, una risorsa che non va dispersa».

E sulle possibili alleanze, il candidato segretario ha continuato: «Noi non possiamo regalare i voti del centro-sinistra al M5s e dell’elettorato moderato a Calenda. Noi dobbiamo riprendere anche i voti di chi ha votato Salvini ma non di destra. Noi non siamo marziani, noi crediamo nella partecipazione e dobbiamo parlare meno di nomi e cognomi, degli altri ma di contenuti. Quando andremo al Governo del paese dovremo vincere per le nostre qualità e non per i demeriti degli altri. Più tonici e con la schiena dritta, più attenti alle realtà e vivere tra la gente».

«Qualche leader nazionale – ha affermato Bonaccini – ha detto che non garantirei il pluralismo. Io sono tra i fondatori e non sono mai uscito e ovviamente chi è entrato e uscito non potrà comandare ma dovrà dialogare con noi. Per concludere noi non vogliamo mandare a casa nessuno, ma la classe dirigente va rivoluzionata perché è troppi anni che perdiamo. Nessuna rottamazione ma una chiamata alle armi per chi vuole venire e chiamare gente. Se qualcuno dopo tanti anni va in panchina non può essere un problema la passione politica è disponibilità. Un nuovo gruppo politico nel segno dell’identità, una sfida per una grande forza laburista. Lavoro, sanità ed ambiente, un lavoro di condivisione per il bene del paese. Di una sinistra ideologica e massimalista non me ne faccio niente, voglio una sinistra pragmatica e della proposta. Si ai diritti civili ma anche quelli sociali. Voglio una sinistra che torni a vincere con una cultura maggioritaria».

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