Alternativa popolare e centrodestra chiedono un incontro urgente con la Regione. Più cauto il centrosinistra
TERNI – Sulla Usl unica, sulla soppressione di quella di Terni e sulla ubicazione a Foligno, il consiglio comunale si divide. La maggioranza di Alternativa popolare insieme alle opposizioni di centrodestra e a parte del gruppo Misto, votano un atto di indirizzo che chiede un incontro urgente con la presidente della Regione, Stefania Proietti, per un confronto sul prossimo piano sanitario regionale. Quello che, appunto, conterrebbe la Usl unica regionale con sede a Foligno. Contrari alla richiesta di incontro: Pd, M5S e una consigliera del Misto. Sulla disparità di voto, alla fine delle seduta, anche uno scontro di comunicati. Con Alternativa Popolare e centrodestra che accusano i consiglieri comunali di sinistra di essere agli ordini della Regione a trazione rossa. E con Pd e Cinque Stelle, che non vorrebbero disturbare il manovratore. Non se la sentono di anteporre le ragioni di Terni agli ordini di partito. Del tutto opposta la valutazione del capogruppo del Pd, Pierluigi Spinelli: non c’è bisogno di incontri istituzionali, si tratta solo di voci di stampa, non c’è alcun atto che parli di fusione o di depauperamento di Terni.
Spinelli dice di non credere alle anticipazioni di Umbria7, ma comunque prende le sue precauzioni: i nostri consiglieri regionali si sono già attivati per respingere ogni piano che non vada nella direzione di due Usl e di due aziende ospedaliere. L’atto è stato approvato con 21 voti favorevoli e, appunto, 5 contrari.
Le reazioni dei gruppi politici

Roberto Pastura, capogruppo Fdi: “Siamo tornati a discutere di un tema che considero centrale per il futuro della nostra comunità, ossia la riorganizzazione della rete sanitaria regionale, con particolare riferimento ai presidi del territorio ternano.
Il contesto nel quale si inserisce questo dibattito non può essere ignorato. Dopo l’aumento della pressione fiscale regionale, giustificato da un presunto e mai dimostrato buco di bilancio, come evidenziato anche dalla Corte dei conti, emergono oggi indiscrezioni che parlano di un possibile ridimensionamento della sanità pubblica locale celato dietro il principio, ormai abusato, dell’“efficientamento”.
È proprio alla luce di queste dinamiche che, in qualità di capogruppo di Fratelli d’Italia ed insieme ad altri esponenti di centro destra e del gruppo misto, ho ritenuto doveroso assumere un’iniziativa politica chiara e responsabile. Ho proposto un atto aperto al contributo di tutte le forze presenti in Consiglio, con l’obiettivo di esercitare una legittima e trasparente azione di moral suasion nei confronti della Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, nella veste anche di Assessore alla Sanità.
La richiesta è semplice, ma istituzionalmente significativa; una delegazione del Consiglio comunale di Terni, rappresentativa di tutte le forze politiche elette, venga ricevuta dalla Presidente per ottenere un quadro chiaro, ufficiale e trasparente circa gli indirizzi futuri della Regione in materia sanitaria, specificatamente per il territorio ternano.
Non posso non evidenziare con rammarico la scelta delle forze di sinistra ternane di non aderire a questa iniziativa. Una posizione che appare difficilmente comprensibile, soprattutto in un momento in cui il territorio avrebbe bisogno di unità istituzionale e di una voce compatta nel confronto con la Regione.
Il rischio, oggi, è che si ripeta lo stesso schema, ossia decisioni rilevanti per i cittadini assunte senza un adeguato coinvolgimento dei territori e senza quella trasparenza che dovrebbe caratterizzare ogni scelta pubblica, soprattutto quando riguarda un diritto fondamentale come la salute.
Proprio per questo, Fratelli d’Italia terrà nella giornata di giovedì una conferenza stampa dedicata alle criticità che stanno emergendo in merito al percorso di riorganizzazione della rete sanitaria locale, con l’obiettivo di alimentare un dibattito pubblico fondato su dati, trasparenza e responsabilità istituzionale”.

Il gruppo di Ap: «Siamo stati noi a porre il tema che occorra quanto prima una interlocuzione con la Regione a fronte delle notizie di stampa allarmanti che riferiscono di riorganizzazioni sanitarie che penalizzano pesantemente il territorio di Terni. Impensabile la Usl unica, ancora più impensabile che la sua ubicazione sia a Foligno. Terni è citta capoluogo di provincia, che fa riferimento ad oltre 200 mila abitanti, deve essere sede di Usl e di Azienda ospedaliera ad alta specializzazione. Ogni altro disegno vedrà la ferma opposizione di Alternativa Popolare. Invitiamo ancora una volta la Regione a confrontarsi con il Comune, con l’ente che rappresenta il territorio. Il sindaco Bandecchi lo ha detto chiaramente e su questo punto ha particolarmente ragione. Non è possibile che piovano dall’alto le decisioni della Regione, ci vuole rispetto per Terni. In quanto alle opposizioni di destra siamo contenti che siano convenuti sulle nostre posizioni ma ne rivendichiamo la primogenitura, così come rivendichiamo che il tema della dignità di Terni è stata posto da questo sindaco e da questa amministrazione comunale. Non vogliamo elencare i tanti silenzi del centrodestra all’epoca della presidenza Tesei e del centrosinistra in questo primo anno della giunta Proietti. Solo noi che siamo privi di schieramenti ideologici, noi che siamo liberi dalla dittatura dei partiti possiamo rappresentare la nostra città. Fdi si è dunque appropriata di una nostra iniziativa politica solo per il fatto di aver avanzato un compromesso nel tentativo di trovare anche un’intesa con le recalcitranti sinistre. Segnaliamo dunque una furbata politica che lascia il tempo che trova».

Pierluigi Spinelli, capogruppo del Pd: «Abbiamo votato no perché riteniamo che non ci sia bisogno di alcun incontro istituzionale, in quanto non c’è alcun documento da parte della Regione che parli di un’unica Usl e di un’unica sede amministrativa, peraltro non a Terni. Esiste solo un articolo di stampa, mi sembra veramente poco per chiedere l’ennesimo incontro. Noi come Partito Democratico stiamo comunque monitorando la situazione perché siamo convinti che Terni debba essere rispettata e che il suo ruolo di capoluogo di provincia non possa essere messo in discussione. Sulla nostra linea ci sono anche i nostri consiglieri regionali che sono legittimi portatori degli interessi del nostro territorio. Il Pd lavora concretamente e non si perde in chiacchiere».

